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Il Venturi: «Questa scuola merita rispetto»

Il Venturi: «Questa scuola merita rispetto»

«Il sindaco proiettato sul Sigonio, ma noi continuiamo a fare lezione in 4 sedi sparse per Modena»

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«Siamo molto contenti che si voglia risolvere a breve la situazione del Sigonio, ma noi dei Venturi a oltre tre anni dal sisma siamo in una situazione disperata, suddivisi come siamo in ben quattro sedi. Intervengano il governatore della Regione Stefano Bonaccini e il sindaco e presidente della Provincia Muzzarelli».

È questo il senso dell'appello dei prof dello storico istituto scolastico di via Belle arti - l'ex accademia Atestina di origine ducale, nata nel 1785 - che due giorni fa hanno approvato all'unanimità in collegio docenti un documento nel quale chiedono attenzione immediata. La vicenda, che fatalmente dovrà trovare a breve una soluzione, è spiegata da Enrico Ferri, docente di lettere del Venturi. «Abbiamo spedito il documento del collegio docenti del Venturi al presidente della Regione, il modenese Stefano Bonaccini e al sindaco Muzzarelli oltre che agli assessori alla scuola degli enti locali. Ricordo a tutti che a oltre tre anni dal sisma - attacca il prof Ferri - il Venturi è ancora suddiviso su più sedi: in via Rainusso, quella storica di Belle arti e la vicina di via Sgarzeria presso l'ex monastero delle suore. E poi abbiamo la parte dell'ex san Filippo Neri di via Sant'Orsola. Si può andare avanti così? Teniamo anche conto che abbiamo la palestra in via Ganaceto dove dobbiamo mantenere un bidello per l'apertura».

Ferri dice che l'istituto ha "perso la pazienza" dopo anni: «Sì perché comprendo che abbiamo vissuto una emergenza molto elevata, il terremoto del 2012 è stato drammatico, ma sono passati oltre tre anni e noi siamo preoccupati perché sentiamo sempre parlare di altre scuole mai della nostra. Perché per noi non si fa nulla? Ricordo che la Provincia di Modena aveva un progetto per quanto ci riguarda che prevedeva la nostra presenza nella sede di via dei Servi, la parte storica in Belle Arti e l'altra presso l'ex Deledda alla fine di via Ganaceto».

La sede centrale di via dei Servi - l'edificio è di proprietà del Comune che lo ha concesso in uso gratuito alla Provincia - venne resa totalmente inagibile dal terremoto del maggio 2012 e nel luglio del 2014 la Provincia annunciò che c'era un finanziamento di 2,5 milioni di euro per riqualificarla. L'ente provinciale assicurò anche che presso l'ex Deledda di via Ganaceto dall'anno scolastico 2015-2016 sarebbe andato l'Istituto Venturi. Enrico Ferri però rincara la dose su questo punto: «In via dei Servi è tutto abbandonato visto che siamo dovuti venire via in fretta. Ci siamo portati via molti libri, ma il grosso della biblioteca multimediale aperta pochi anni prima non abbiamo potuto trasferirla: era bellissima, utile e aperta anche al pubblico esterno». Il docente chiede una soluzione a breve: «Ci avevano promesso che tutto sarebbe andato a posto entro settembre 2017, ma se i lavori non partono non saremmo certo pronti con le nuove sedi per quella data. Muzzarelli parla spesso del Sigonio, bene, ma noi siamo stati zitti fino ad ora perché c'erano delle difficoltà. Però se la situazione non si sblocca a settembre, alla riapertura dell'anno scolastico metteremo in calendario manifestazioni di protesta e flash mob perché occorre chiarire il futuro di questa scuola». L'ex Accademia che oggi fatica non poco a sopravvivere è stata in passato un luogo di insegnamento d'arte tra i più importanti in Italia, come conferma anche la Galleria delle Statue che in via Belle Arti raccoglie le opere ottocentesche su cui si esercitavano studenti e docenti del calibro di Adeodato Malatesta, Giovanni Pisani, Giuseppe Maria Soli.

Stefano Luppi

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