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«Meno dura del previsto» Ma tutti evitano Calvino

«Meno dura del previsto» Ma tutti evitano Calvino

I 5mila 163 studenti modenesi hanno rotto il ghiaccio con il tema di Italiano Preferita la traccia tecnica. Ignorata anche la Resistenza: «Ne sappiamo poco»

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«La maturità si sconta vivendo». È la sintesi, quasi dantesca, di un’esperienza che da ieri accomuna 5mila163 studenti modenesi: gli esami di Stato. L’ultimo confronto con il mondo scolastico (almeno dietro i banchi) scatta con la prova d’italiano. Un test affrontato in modo diverso. C’è chi non dorme bene, chi ha gli incubi di arrivare tardi e chi ostenta sicurezza.

«Ho preso sonno alle 4 - riconosce Phongsathon Chaiyot, maturando dell’Itis Corni - prima dell’esame ho bevuto tre caffè. Comunque pensavo fosse più difficile». Una frase ripetuta a più voci dagli studenti. «Mi sono addormentato alle 3.30 - aggiunge Edoardo Galati dell’Ipsia Cattaneo - e alle sei ero in piedi». «Una serata tranquilla - racconta Alan Corradi del secondo istituto - basta rivedere gli argomenti». C’è stato chi, come Federica Prandini del liceo scientifico Wiligelmo, sceglie di prendere l’ansia e analizzarla negli aspetti patologici per la tesina. Altri, come Giovanna Edna Costa del Cattaneo, si siedono indossando una maglia bianca con una scritta ironica, quasi dissacratoria: “la maturità si sconta vivendo”. «L’abbiamo pensata come V R - spiega la studentessa - ho scelto la traccia di Malala per riflettere sull’importanza dell’istruzione. La sua storia mi ha colpito». «Ho scelto Malala per la storia - aggiunge Alessandro Monfregola del Wiligelmo - speriamo il tema sia andato bene». La giovane è Malala Yousafzai, premio Nobel per la Pace nel 2014. La traccia permette agli studenti di esprimersi su diritto all’istruzione e possibilità di cambiamento, con critiche per la prima e fiducia nella seconda. Nessuno di loro sceglie né Calvino (a metà tra la seconda guerra mondiale e il passaggio alla vita adulta) né la Resistenza. Il motivo? «Non ne sappiamo abbastanza», spiegano alcuni. Meglio per alcuni di loro puntare sul più attuale Mediterraneo “atlante geopolitico d’Europa e specchio di civiltà”. Nella loro classifica, la vetta è occupata dall’ambito tecnico-scientifico su “comunicazione 2.0” tra opportunità e critiche. All’istituto tecnico Guarini la scelgono Mariangela Vassallo e Carlotta Molina. «Secondo me era la più facile - spiega la prima, che già sogna il lavoro - non sono stata molto a pensarci. Ho studiato abbastanza, ora basta un ripasso per la seconda prova di oggi».

«Si studia - replica la seconda, pronta all’università - per ora niente uscite». «L’italiano è andato - s’augura Chiara Serra, studentessa del Wiligelmo - si studia per la seconda prova». «La tecnologia è utile - riprende Federica Prandini - ma anche quando si esce con gli amici c’è sempre chi s’isola. Ho fatto una tesina sull’ansia come malattia, mi piacerebbe studiare medicina». Al Cattaneo investono sulla traccia Camilla Svettini, Valentina Bellopede ed Edoardo Galati. Le due ragazze desiderano andare all’università, lui punta all’Accademia; tutti desiderano non far trionfare l’ansia. «Un ripasso e poi a letto», spera Salvatore Borrelli del Wiligelmo, l’unico di loro a scegliere la “letteratura come esperienza di vita”. «Pensavo peggio», spiega Luigi D’Alessio dell’Itis Corni. «Penso già alla composizione d’inglese - riprende Nicole Muzzioli del Selmi - mi piacerebbe proseguire con le lingue». «Mi piacerebbe iscrivermi in scienze naturali - aggiunge Tommaso Corni - ora torno a casa a studiare per la seconda prova, poi si vedrà». Anche lui studia al Selmi come Sara Vezzali e Francesca Ponzoni, impegnate nel tema generale e in quello sulla comunicazione. «Notte in bianco? No, si dorme», rispondono in coro.

Gabriele Farina

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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