Palpeggiò seni di una minore: condannato
Quella palpeggiata ai seni di una minorenne gli è costata una condanna a un anno e quattro mesi di carcere. Nessuna provvisionale invece: la vittima non si è costituita parte civile al processo che...
Quella palpeggiata ai seni di una minorenne gli è costata una condanna a un anno e quattro mesi di carcere. Nessuna provvisionale invece: la vittima non si è costituita parte civile al processo che si è concluso ieri davanti al secondo Collegio del Tribunale.
I giudici hanno riconosciuto colpevole il 36enne pakistano residente a Carpi - oggi rimasto senza lavoro - che ha approfittato di una situazione particolare per lasciarsi andare a un gesto di violenza ricostruito in aula dal pm Enrico Stefani.
Nel 2010 l’imputato pakistano era dipendente di una ditta ce lavorava per una delle maggiori aziende di corrieri.
Quel giorno aveva l’incarico di recapitare un pacco a una famiglia che abita vicino alla chiesa di San Pio X a Modena.
Nella tarda mattinata ha suonato il campanello e si è fatto aprire la porta da una ragazzina - una minorenne - che in quel momento a quanto pare si trovava sola in casa. Il pakistano era rimasto eccitato alla vista di quella ragazza, una modenese di origini campane.
Così, appena consegnato il pacco e fatte tutte le firme secondo la procedura, si è trovato faccia a faccia con la ragazza e di punto in bianco ha allungato le mani su di lei. Le ha palpeggiato il seno contro la volontà di lei compiendo una molestia a tutti gli affetti nei confronti della minorenne.
Il corriere “sporcaccione” se ne era poi andato ma la ragazza era rimasta così turbata che quando i genitori sono tornati ha raccontato nel dettaglio l’accaduto. Loro hanno creduto subito alla figlia e hanno contattato le forze dell’ordine che hanno così dato via a un’indagine condotta sotto a guida del sostituto procuratore Enrico Stefani.
Alla fine, il giudice delle indagini preliminari ha rinviato a giudizio il corriere contestando anche l’aggravante della minore età della vittima.
L’uomo ha cercato di giustificarsi rievocando una serie di disguidi sulla consegna del pacco, ma la sua spiegazione non ha inciso sulla decisione dei giudici che al termine della camera di consiglio hanno deciso di condannarlo per la violenza sessuale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
