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Modena, piove dentro al mercato ai Musei e all’Estense

Modena, piove dentro al mercato ai Musei e all’Estense

Denuncia del M5s: gli acquazzoni fanno emergere delle preoccupanti infiltrazioni Il Comune: «Cose di poco conto, nessun danno». All’Albinelli operatori arrabbiati "Non si può lavorare così, io devo chiudere"

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MODENA. Il caso più eclatante è indubbiamente quello della Galleria Estense, fresca di ristrutturazione post-sisma si è vista entrare acquqa dentro alcuni punti luce sul soffitto. Ancora peggio in alcune sale dei Musei Civici dove l’acqua corre lungo le mura sfiorando le opere esposte. La rabbia monta invece al mercato coperto di via Albinelli. Ne sa qualcosa l’operatore del banco di prodotti tipici dell’Appennino che per la terza volta si è visto parte della merce rovinata dall’acqua caduta sul bancone. ieri mattina è stato costretto a chiudere.

Una situazione imbarazzante per il Comune di Modena che è responsabile della manutenzione, della quale il Movimento 5 stelle non ha mancato di chiedere conto denunciando con tanto di fotogalleria tutte queste situazioni.

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«Ai Musei Civici le infiltrazioni della pioggia hanno fatto scendere dal muro sgorghi d’acqua, nella sala temporale della struttura museale, con la conseguente rimozione di alcune opere in prestito alla galleria. - denunciano.- Entrare oggi alla Galleria Estense ed essere accolti da una macchia di umidità e di infiltrazioni, nella prima sala, e uscire con la visione del lucernario macchiato dalla pioggia e dall’acqua che penetra dal tetto, non ci sembra l’esempio di un’amministrazione attenta ed interessata alla cultura, al patrimonio artistico, ai turisti ed ai cittadini» Inevitabile la stoccata sul caso del momento l’affitto a spese dei modenesi di sale alla Manifattura Tabacchi per delle mostre

«Al sindaco chiediamo di destinare la somma stanziata per quelle mostre (circa 700 mila euro ndr) per sistemare e mettere in sicurezza le strutture comunali, per non arrecare danni ulteriori al patrimonio pubblico, ai commercianti, al servizio sia per cittadini che per turisti».

A stretto giro arriva la comunicazione del Comune che comunica come non ci siano danni ad alcuna opera e che pre precauzione quelle all’interno della sala Boni sono stati spostati.

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«L’infiltrazione sarebbe stata causata dalla scarsa tenuta della copertura di abbaini e terrazzini dell’ex Ospedale Estense che insistono sulla parte museale al terzo piano di Palazzo dei Musei. Quei locali, sono comunque stati oggetto di interventi di piccola manutenzione dei Servizi comunali, uno dei quali, in programma per i prossimi giorni»

Nulla invece viene deto sul Mercato Albinelli, dove il malumore è cresceente. Le infiltrazioni si starebbero ripetendo con frequenza. Addirittura nelle settimane scorse sono stati, eliminati dei lampadari posti all'interno perché sono troppe le infiltrazioni d'acqua.

«Ogni volta che piove - spiegano alcuni operatori del mercato - l'acqua riempiva i lampadari e quindi non si poteva fare altro che toglierli». La situazione ora peggiora, come spiega il commerciante Sebastiano Serafini che all'Albinelli ha un banco di prodotti tipici dell'Appennino cui assomma un negozio sempre in centro. «Non ne posso più perché sul mio banco piove acqua ormai da quasi un mese. Ma come è possibile presentarsi con questo disordine, con i prodotti posizionati su banchi da cui piove acqua proprio in questo mercato delle eccellenze? Ora incontro il direttore del mercato e il mio avvocato perché io ho subito un ingente danno di immagine visto che la gente nota come ci presentiamo a vendere prodotti di qualità che hanno ovviamente un certo costo».

Serafini ha deciso di raccontare pubblicamente la vicenda dopo avere sopportato un po' la situazione, sperando fosse risolta: «Due notti fa sono stato svegliato - continua il suo racconto - da altri colleghi del mercato perché sul mio banco all'Albinelli piovevano notevoli quantità d'acqua. Questa è la terza volta che accade in meno di un mese e non si fa nulla: che facciamo ora? Gli agenti della Municipale sono anche passati a vedere, ma non mi pare che la situazione sia stata risolta, anzi. Così non ci permettono di lavorare ed è un bel danno, economico e di immagine per tutti».

Stefano Luppi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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