Scoperta frode fiscale da 4,5 milioni
Fatture per operazioni inesistenti e Iva evasa per 2,5. Coinvolta una ditta di materiale elettrico. Due denunciati
Un imprenditore reggiano, titolare di una azienda sassolese di commercio di materiale elettrico all'ingrosso e di installazione di impianti elettrici industriali con sede a Sassuolo, insieme all'amministratore di una società con la quale ha avuto rapporti di lavoro, è stato denunciato dalla Guardia di finanza per una frode fiscale da 4,5 milioni attuata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed iva evasa per 2,5 milioni di euro. Sono questi i contenuti dell’operazione della Guardia di Finanza di Sassuolo, coordinata dalla Procura di Modena, nella persona del sostituto procuratore Marco Imperato che ha avuto inizio lo scorso anno, con indagini e accertamenti in tutto il territorio nazionale. Si tratta di vendita di pannelli solari con una società intestata ad un prestanome ma le fiamme gialle sono risalite all'imprenditore reggiano del quale non è stato fornito il nome ma è stato comunicato che si tratta della stessa persona già coinvolta in una frode fiscale internazionale ed un grosso giro di false fatture nel commercio di macchine da movimento terra. «L'operazione non è stata semplice – ha detto il comandante dell Guardia di finanza di Sassuolo Federico Salvatore – ed ha comportato una complessa ed articolata attività di polizia economico-finanziaria, portata avanti, tra l’altro, con l’ausilio di indagini bancarie, grazie alla quale siano riusciti a scoprire un sistema fraudolento che, mediante l’utilizzo anche di società cosiddette “cartiere” ovvero di società parzialmente operative localizzate nel territorio delle provincie di Reggio Emilia, Trento e Milano ha fornito fatture per operazioni inesistenti, al fine di abbattere i redditi imponibili e creare fittizi crediti iva da compensare o per le quali chiedere rimborso allo stato». Le ditte interessate, riconducibili allo stesso soggetto, avevano messo a punto un meccanismo evasivo basato su acquisti e vendite fittizie di pannelli solari. Dalle indagini bancarie è emerso che i pagamenti venivano effettuati attraverso i conti correnti delle società. Nello stesso tempo avveniva il bonifico di somme di denaro sui conti correnti personali degli amministratori delle società acquirenti, che “erano gli stessi delle società venditrici”. La tenenza di Sassuolo ha quindi denunciato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Modena i due amministratori delle società, ritenuti responsabili per “emissione e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, nonché per infedele ed omessa dichiarazione dei redditi e dell'iva”. Le fiamme gialle della nostra città, con questa operazione, hanno ulteriormente rafforzato il contrasto ad operazioni illecite gravi.
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