Gazzetta di Modena

Modena

Jobs Act, scontro Confindustria-Fiom

Jobs Act, scontro Confindustria-Fiom

Pizzolla: «Vogliono licenziare senza giusta causa». Caiumi: «Argomenti scorretti, non vogliamo comprimere i diritti»

3 MINUTI DI LETTURA





Fiom-Cgil Modena, con il segretario Cesare Pizzolla, attacca con decisione Confindustria sui temi legati al Jobs Act e la risposta di Valter Caiumi, presidente degli industriali modenesi, arriva immediata.

«Sono davvero singolari le affermazioni del segretario provinciale della Fiom Cgil, Cesare Pizzolla - dice il presidente Caiumi - Citiamo testualmente: "Gli imprenditori modenesi e le loro associazioni di categoria, a partire da Confindustria, dicano chiaramente se vogliono licenziare senza giusta causa, assumendo come elemento strategico della competitività dell'impresa la compressione dei diritti dei lavoratori". Riteniamo essenziale - dice Caiumi - smentire in maniera recisa queste argomentazioni sommarie e scorrette nei confronti di imprese che con il loro operato danno un contributo sostanziale alla ricchezza del territorio e all'occupazione. Imprese che non rifiutano a priori il confronto con i sindacati, ma che vorrebbero impostarlo su basi costruttive, che guardino al futuro e non al perseguimento di obiettivi ideologici. Nessuno ha mai pensato di comprimere i diritti dei lavoratori, né vuole farlo. Troviamo davvero miope e riduttivo questo giudizio da parte del sindacato. Le nostre imprese sanno benissimo che la competitività non si fa licenziando. Competitività per le nostre aziende vuole dire innovazione continua. Vuole dire capacità di stare sui mercati stranieri e, se possibile, conquistarne di nuovi. Ma vuole anche dire relazioni corrette ed efficaci con le maestranze e con le rappresentanze sindacali. Ora la Fiom sta presentando piattaforme per il rinnovo dei contratti aziendali alle quali affianca la richiesta di deroga ad alcuni aspetti fondanti del Jobs Act. Sul Jobs Act la nostra posizione è decisamente favorevole. È un provvedimento che attendevamo da tempo, che contiene elementi davvero innovativi e che ci colloca alla pari con i Paesi europei più avanzati. Per questo non possiamo accettare che una buona legge come questa venga messa in discussione da richieste non consone ai tempi attuali».

Questa la replica di Caiumi ma vanno anche completate le affermazioni di Pizzolla di Fiom Cgil: «Nella piattaforma per il rinnovo dell’integrativo presentata unitariamente da Fiom, Uilm e Rsu - dice il segretario - si chiede di eliminare il doppio regime introdotto dal Jobs Act sui licenziamenti che stabilisce che in caso di licenziamento senza giusta causa con sentenza del giudice, per i nuovi assunti (dal 7 marzo 2015) non è previsto il reintegro, ma solo una monetizzazione del danno. La situazione di Caprari è simile a quella della Dinamic Oil di Bomporto, ma potrebbe valere per tutte le altre aziende metalmeccaniche modenesi dove la Fiom sta presentando e presenterà nei prossimi mesi le piattaforme per i rinnovi degli integrativi aziendali con contenuti di contrasto al Jobs Act. Gli imprenditori modenesi e le loro associazioni, a partire da Confindustria, dicano chiaramente se vogliono licenziare senza giusta causa. Trovo paradossale che nelle discussioni mi dicono che le imprese modenesi, che sono tutte serie, non hanno nessun interesse a licenziare senza motivo, e poi quando gli si chiede di formalizzare questo principio, rispondono “piattaforma irricevibile”. Penso sia possibile nell’ambito dei rinnovi contrattuali trovare formulazioni che permettano alle imprese di continuare ad avere gli sgravi contributivi, ma allo stesso tempo riconoscere, dopo un periodo di lavoro, il diritto di non essere licenziati senza giusta causa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google