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Muzzarelli prova ad insistere per non chiudere il Trasfusionale

Bocche cucite al centro trasfusionale del Policlinico, ma al personale presente in sala non è sfuggito quell'accenno nel quale il sindaco, anche ieri davanti a Bonaccini e Venturi, ha detto di voler...

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Bocche cucite al centro trasfusionale del Policlinico, ma al personale presente in sala non è sfuggito quell'accenno nel quale il sindaco, anche ieri davanti a Bonaccini e Venturi, ha detto di voler salvare questo centro di eccellenza. Basta sentire qualche operatore del centro: «Noi manteniamo – dicono due dei cinquanta lavoratori del reparto – altre funzioni naturalmente, ma il centro trasfusionale è assolutamente importante quindi siamo felici se si riesce a salvarlo perché abbiamo molte perplessità sulla decisione. Il problema è soprattutto causato dal fatto che si tratta di un trasloco deciso dall'alto, ora speriamo davvero che Muzzarelli intervenga». Che il centro trasfusionale sia importante lo sa bene chi da anni è impegnato nell'Avis e il senso delle loro parole si può indicare in questo modo: «Il trasloco del centro trasfusionale è davvero incomprensibile perché Modena nella raccolta di sangue è assolutamente autosufficiente e abbiamo sempre coperto tutte le emergenze che si sono venute a creare. Ora ci chiediamo cosa accadrà appena termineranno a Modena le sacche con gli emoderivati: finora siamo riusciti a coprire ogni centro lontano della nostra provincia e quando dipenderemo da Bologna?». Tutto ciò tra l'altro è “aggravato” dal fatto che a Bologna si raccoglie meno sangue rispetto alla provincia geminiana e la decisione è arrivata un poco a ciel sereno tanti che molti sotto la Ghirlandina ancora faticano a capire la “razio” di questa scelta.

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