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Nozze Policlinico-Baggiovara? «Non ci possiamo più permettere costi doppi per due ospedali»

di Davide Berti
Nozze Policlinico-Baggiovara? «Non ci possiamo più permettere costi doppi per due ospedali»

Tutti decisi a proseguire nel processo che porterà ad avere un’unica azienda per i due poli sanitari Il dg Trenti: «C’è sintonia, nessuno dice questo è mio e questo è tuo: i conti li faremo solo alla fine»

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Non volava una mosca, in sala, quando tutti gli interventi di direttori e politici si sono soffermati sull’integrazione tra Policlinico e Baggiovara. Doveva essere il giorno di Gian Carlo Muzzarelli e dell’annuncio in pompa magna del progetto di fusione. In realtà i passaggi più efficaci portano la firma di Ivan Trenti e di Sergio Venturi, che non hanno lasciato spiragli a chi vorrebbe alzare il “ditino” per suggerire qualcosa di diverso. Non si registrano sollevazioni, ci sarà come sempre la lotta per le poltrone, ma la strada per il riordino dei due ospedali sembra tracciata. Mai lo era stata in modo così netto prima di oggi.

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Più che dei due ospedali, il sindaco Muzzarelli ha invece tagliato il suo intervento - complice anche le polemiche di questi giorni alimentate anche da una smentita di piazza Grande venuta male - da presidente della conferenza sanitaria, guardando a tutto il territorio provinciale, salvaguardando la Montagna, chiedendo garanzie per la Bassa, ma soprattutto mettendo sul piatto la necessità di una rete di sostegno solida per garantire a tutti servizi e cure.

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Non si è parlato di cosa cambierà dopo l’unione dei due ospedali che, stando al brusio di ieri tra le poltrone, non si completerà in meno di due anni. Ma questo è il vero nodo: come sarà equilibrata la rete ospedaliera provinciale con Baggiovara spostato sotto la rete del Policlinico? Fermo restando che l’operazione di razionalizzazione ospedaliera è oggettivamente necessaria, le scelte non saranno semplici. Perché questo succederà anche se Muzzarelli risponde anticipando le polemiche: «Qui nessuno si approprierà di qualcosa, nessuno aumenterà il suo peso, il nostro progetto ha un’altra visione, nessuna concorrenza ma piuttosto agevolare la piena integrazione». Come? Muzzarelli parla di un «tavolo di confronto» e di una «cabina di regia».

Il direttore Ivan Trenti aveva dato un titolo alla giornata “Il Policlinico cambia e si rinnova”. E ha spiegato che cosa accadrà: «Mai come in questo momento le situazioni sono propizie e serve una grossa sinergia per le prossime decisioni. C’è sintonia tra le aziende per l’utilizzo dei due stabilimenti, Baggiovara e Policlinico, non pensiamo più a questo è mio e questo è tuo. I conti li faremo dopo».

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Alla fine del 2015 è previsto il completamento del nuovo Dipartimento di Chirurgia e dei Trapianti al II piano, ristrutturato grazie alla donazione Burani e Giovetti. Per la fine del 2015 è previsto l’avvio della gara per la costruzione del nuovo Padiglione Materno – Infantile mentre all’inizio del 2016 ci sarà l’aggiudicazione della gara di appalto per la ristrutturazione di 25mila metri quadri, con un investimento di oltre 20 milioni di euro. L’intervento interesserà cinque corpi di fabbrica del monoblocco, che cambieranno letteralmente il volto e la logistica del Policlinico. Il termine dei lavori – che occuperanno il biennio 2016-2018 – è atteso per l’estate del 2018.

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«In ambito sanitario, l’Emilia-Romagna è fra le quindici regioni più efficienti d’Europa, in termini di esiti, di tasso di mortalità e di efficacia dell’outcome – ha ricordato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Sergio Venturi, parlando alla platea modenese del Centro servizi – Sono dati che è giusto tenere a mente, di cui dobbiamo andare orgogliosi e che dovete ricordare a chi scredita il nostro sistema sanitario».

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Sugli ospedali da integrare è chiaro: «Dobbiamo avere idee chiare e stabilire riferimenti certi, senza creare una concorrenza impropria ed evitando competizioni inutili. Si va verso una vera integrazione perché i grandi ospedali dovranno essere la base di tutti i risparmi a partire dall’eliminazione dei doppioni che i cittadini giustamente non capiscono. Anche perché la Regione non si porterà via quei risparmi, ma li lascerà sul territorio».

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«La sanità dell’Emilia-Romagna è tra le migliori al mondo e il nostro impegno dev’essere quello di continuare a lavorare e investire per mantenerla ad alti livelli – ha chiuso Stefano Bonaccini – In questo contesto rientrano anche i lavori di ammodernamento del Policlinico: siamo in un complesso che aveva bisogno di essere ristrutturato, per renderlo sempre più confortevole per chi ha bisogno di cura, ed accogliente per chi ci lavora». Per quanto riguarda la sanità regionale «rimangono comunque molte sfide aperte a partire da una sempre maggiore integrazione delle aziende ospedaliere e delle strutture nei territori, così come la riduzione dei tempi delle liste d’attesa».

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