Prossima sfida: i primari Cardiologia: c’è Boriani?
È il nome favorito per ricoprire il ruolo che fu della professoressa Modena Entro poche settimane le nomine anche per Oncologia e Ginecologia
Tempo di “annunci”, tempo di “punti della situazione”, tempo anche di nomine.
Saranno il prossimo atto del Policlinico. Tra i primari da nominare, d’accordo con l’università cui spetta proporli in base agli accordi con l’azienda su certe cattedre, ci sono soprattutto Ginecologia, Oncologia e Cardiologia.
Sia il direttore generale Ivan Trenti che il presidente della facoltà di Medicina Giovanni Pellacani non hanno mai nascosto la possibilità di chiamate esterne. Si tratta di professori associati o ordinari che possono andare a ricoprire quel ruolo. Una delle chiamate più attese è quella di Cardiologia, tanto che il nome che avanza con più insistenza in queste ore è quello del professore associato Giuseppe Boriani, ora in forza all’università di Bologna e all’ospedale Sant’Orsola Malpighi.
Medico dal 1985 con un curriculum invidiabile, da sempre impegnato a Bologna, oggi è dirigente responsabile della struttura semplice denominata “Elettrostimolazione” presso la divisione di Cardiologia - Dipartimento Cardiovascolare del Policlinico S.Orsola-Malpighi. Dal 1 ottobre 2006 assunto in ruolo come professore associato di II Fascia settore scientifico disciplinare Med 11 della Facoltà di Medicina presso la Università di Bologna e per il biennio 2016-2018 presidente eletto dell'Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione.
Entro fine anno il quadro delle nomine dovrebbe completarsi definitivamente e le prime chiamate potrebbero diventare operative già da settembre.
Il tema delle nomine non è stato trascurato nemmeno ieri da Trenti e soprattutto dal rettore Angelo Andrisano: «I reparti che visitiamo – ha sottolineato il Rettore Unimore prof. Angelo O. Andrisano – rilanciano il ruolo del Policlinico di Modena non solo come principale centro formativo dei futuri medici, ma anche come essenziale centro di assistenza e cura. Da oggi, dopo le sofferenze patite da questa struttura in seguito al terremoto del 2012, comincia per il Policlinico un nuovo percorso, quasi una nuova vita che ne rilancerà la rilevanza assistenziale ed il prestigio scientifico nell’ambito della sanità regionale e modenese, dove si vanno intensificando i momenti di integrazione con gli altri presidi. L’Ateneo, e nello specifico la Facoltà di Medicina e Chirurgia, che è stata recentemente rinnovata nei suoi vertici, stanno seguendo con interesse questo processo che coinvolge sia la parte edilizia sia organizzativa del Policlinico ed assicureranno il pieno appoggio ed il proprio impegno perché gli sforzi della nuova direzione siano accompagnati da scelte accademiche relative ai reparti a direzione universitaria coerenti col disegno di rilancio perseguito ed all’altezza delle attese della popolazione».
Stefano Luppi
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