Ucciso da un malore davanti a sua madre
Mirandola. Andrea Ghidoni, 24 anni, era rientrato dopo le lezioni in Università a Modena. Doveva partire per l’Erasmus
MIRANDOLA. Aveva solo 24 anni, era uno studente rigoroso e anche uno sportivo. Andrea Ghidoni, giovane mirandolese, è morto mercoledì pomeriggio stroncato da un improvviso malore, dopo i tentativi vani della madre di rianimarlo.
Una morte che lascia sconcerto, in famiglia, tra gli amici e in tutto il paese. Erano le 18 di mercoledì, quando Andrea è rientrato a Mirandola, a casa, dopo una giornata passata a Modena, all’università, dove studiava ingegneria meccanica. Un saluto al rientro e poi il malore improvviso, davanti agli occhi increduli di sua madre, che ha tentato invano di rianimarlo. La telefonata disperata ai sanitari del 118, per tentare il tutto, di salvare quella giovane vita, ma non c’è stato nulla da fare per il giovane mirandolese.
Ora la salma di Andrea è stata portata in medicina legale per capire cosa ha provocato la morte del giovane. E questa mattina probabilmente si capirà anche quando verranno celebrati i funerali.
Andrea, che ad agosto avrebbe compiuto 25 anni, era uno studente laborioso. Si era già laureato al corso Triennale di ingegneria meccanica e stava frequentando il corso di laurea specialistica. Aveva anche partecipato al bando Erasmus, che porta gli studenti a fare un’esperienza all’estero, per arricchire il curriculum accademico. Presto sarebbe partito per Tolosa, in Francia, per la sua nuova esperienza.
I suoi amici ricordano che quando era il momento di studiare rinunciava persino ad uscire, niente birre con gli amici, niente discoteca, come era solito fare. Lo studio prima di tutto, era difficile farlo distrarre dall’obiettivo.
Da quattro anni, inoltre, aveva una fidanzata, una sua coetanea, residente nel mantovano. E come hobby aveva lo sport. A Mirandola, infatti, frequentava spesso la piscina, dove amava nuotare, per tenersi in forma e probabilmente per distrarsi dopo le ore di studio.
Andrea lascia la madre e il papà Enrico ed un fratello, più grande di lui. Oggi i familiari dovrebbero decidere anche quando celebrare il rito funebre, una volta avute tutte le informazioni dalla medicina legale circa le cause effettive che hanno portato alla morte del ragazzo.
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