Città distretto, il progetto ai raggi X degli esperti
Appuntamento con il convegno “Obiettivo sviluppo” martedì al polo scolastico Si parlerà di economia, viabilità e del nuovo modello turistico pensato per l’area
Con il convegno di martedì prossimo dalle 15,30, all’aula magna del polo scolastico, dal titolo “Obiettivo sviluppo”, si riaccendono i riflettori sugli obiettivi della città distretto, presentati la prima volta in campagna elettorale, condivisi nel Patto per lo sviluppo, firmato da numerosi amministratori, sindacati, associazioni di categoria e ora al passaggio “dalla visione alla progettazione strategica”, spiega il promotore, l’assessore alla Città distretto Gregorio Schenetti. «Fra gli interventi importanti che voglio sottolineare - spiega - c’è quello di Aldo Bonomi, che in questi mesi ha svolto una ricerca sui feedback, le risposte e le aspettative che determina la città distretto sul territorio; e la presenza del presidente di Confindustria ceramica, Vittorio Borelli, dà il senso di questa nuova modalità che vogliamo adottare anche nel dialogo fra pubblico e privato».
Nel concreto la città distretto darà il via dopo questo convegno a tavoli di lavoro che svilupperanno diversi obiettivi strategici, continuando a ragionare come un’unica grande città. «Il primo già evidente è quello del modello turistico che abbiamo adottato - spiega Schenetti - non imitando nessuno ma prendendo le peculiarità dei nostri territori e sottolineando i loro valori di attrazione. In passato qui ci interessava solo l’aspetto produttivo, che era più che sufficiente, ma ci sono tante altre peculiarità che un valore ce l’hanno, solo se messe in rete come abbiamo cominciato a fare con Terra maestra e Ceramic Land; l’altro aspetto sicuramente prioritario è quello della mobilità, su cui interverremo da subito. Non puoi certamente ragionare di un unico territorio omogeneo se le modalità per raggiungerlo sono diverse e spesso inefficienti. Ci confronteremo su tutto, dalla grande viabilità alla rotaia».
In questi mesi mentre si lavorava alla città distretto crescevano però anche i detrattori. Le ultime esperienze di animazione e valorizzazione turistica dei territori per qualcuno in realtà non fanno che sottrarre occasioni a Sassuolo per spargerle nei Comuni vicini, come nel caso della sovrapposizione fra la Notte Rossa a Maranello e la Notte celeste a Sassuolo. «È un lavoro complesso - spiega Schenetti - che comporta anche la possibilità di sbagliare e di rivedere i percorsi. Ma credo che sia l’unico lavoro possibile. Al momento non ragioniamo come un’unica città: è come se a Modena ogni singolo quartiere avesse ogni tipo di servizio, dal teatro alla piscina alla festa serale. Invece vogliamo arrivare al punto in cui ogni peculiarità del territorio funzioni in rete con le altre. È una crescita anche culturale che si deve compiere ed è per questo che a qualcuno ancora non piace e che capiterà ancora di dover migliorare il coordinamento. Siamo convinti che da questa nuova concezione passi il futuro. La ripresa che ci dicono sia arrivata, non la agganciamo comunque se restiamo ai vecchi modelli. Che questo progetto sia attualissimo lo testimonieranno interventi al convegno, esperienze di area vasta come quella di Monza e della Brianza, o di mobilità innovativa come è accaduto fra Firenze e Scandicci».
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