Policlinico, il sangue costa 3,2 milioni di euro l'anno
A tanto ammonta l'esborso della struttura sanitaria per acquisire dall'Avis provinciale le sacche di sangue donate dai volontari modenesi necessarie per i pazienti.
MODENA - Il Policlinico di Modena si dissangua per acquistare il sangue. Il gioco di parole viene spontaneo nel leggere i numeri. Più di 13 milioni di euro solo negli ultimi quattro anni, escluso quello in corso, sono stati versati dal nostro ospedale all'Avis provinciale di Modena.
Per l'esattezza, si tratta di 13 milioni 230 mila euro, di cui 3 milioni 500 mila euro stanziati con delibera n. 14/0000042 del Direttore Generale firmata il 20 febbraio 2014, intitolata "Convenzione Avis. Acquisto sangue anno 2014. Registrazione relativi costi". La delibera citata sopra si aggiunge ad altre analoghe ed omonime: a quella del 3 aprile 2013 (per un costo di 3.300.000 euro), a quella del 27 gennaio 2012 (3.260.000 euro), a quella dell'11 marzo 2011, costata alla collettività 3mila 170 mila euro consegnati all'Avis di Modena. Per l'anno in corso è stata firmata analoga convenzione il 19 marzo 2015, proprio a ridosso delle polemiche sfociate negli ultimi giorni in merito al trasferimento del Centro Trasfusionale a Bologna anche per motivi di spending review sebbene mai decodificati con numeri relativi alle spese e ai costi.
CONVENZIONI. Le prime due Convenzioni, 2011 e 2012, sono state firmate da Maurizio Pirazzoli, allora direttore amministrativo del Policlinico, ed ora alla presidenza dell'Avis provinciale di Modena dal 17 aprile 2013. Si tratta, sia ben chiaro, di un dettaglio, anzi di una coincidenza che non toglie il carattere di genuinità alle convenzioni, pur costosissime per la collettività, che non deve mettere in dubbio in alcun modo la correttezza di Pirazzoli.
Tuttavia appare decisamente imponente l'ordine delle cifre che l'ospedale e con esso le tasche dei cittadini sono chiamati a sostenere per comprare il sangue dall'Associazione di volontariato modenese, ed è importante che i cittadini sappiano quanto le donazioni di sangue siano preziose in tutti i sensi.
Ribadiamo: non si discute la legittimità dell'operazione, che peraltro garantisce l'autosufficienza per Modena e provincia, né della legalità dei comportamenti e degli atti. Tuttavia, una maggiore e più stringente trasparenza consentirebbe ai cittadini di conoscere meglio una realtà nobile come quella della donazione del sangue: mai sinora s'era parlato pubblicamente di milioni di euro né di "acquisto sangue", come invece viene definito dalle delibere. «No, nessuno vende - ci ha spiegato Pino Ligabue, presidente cittadino dell'Avis - Abbiamo rimborsi spese sempre inferiori alle necessità anche perchè per garantire al massimo i donatori e i riceventi siamo noi, in pratica i soli in Italia, a prelevare il sangue in sede».
ENTRATE ED USCITE. Certo, ma più di 3 milioni l'anno, visto che il sangue viene dato gratis dai donatori? Come vengono utilizzati questi soldi?
Ed ecco i dati del Bilancio 2013 offertici dal presidente Ligabue. Entrate: a) da Ospedali per il Sangue 3.254.484 euro, ed è dunque confermato; b) da soci, privati ecc: circa 400mila euro, per un totale di 3 mila 701mila euro.
Spese: a) materiale e servizi 1,408.000; b) personale (salari ecc) 1.122.074 euro, c) assicurazioni, ammortamenti: 1.128,000 euro per un totale di 3.681.000.
SERVIZIO IMPONENTE. "Cifre enormi" anche secondo Ligabue, ma sicuramente necessarie per la gestione di un servizio tanto importante per tutti. Ma in tempi di spending review e di tagli alla spesa sanitaria e sociale davvero non esistono metodi alternativi e meno onerosi per le donazioni di sangue? Non è che l'operazione bolognese abbia come obiettivo proprio quello del contenimento dei costi, bypassando le associazioni di volontariato?
Dicevamo delle recenti polemiche. «La delibera della Regione del 30 dicembre scorso che getta le basi per un taglio dei punti di raccolta, affidando le etichettature al personale sanitario più che ai volontari, è dirigista e tecnocrate» ha protestato l'Avis provinciale di Modena, preoccupata da tempo sulla riorganizzazione del servizio adottata dalla giunta Bonaccini.
Sul tema è spuntata un'interrogazione in Regione ad inizio aprile a firma dei consiglieri modenesi Pd, che denunciano «i non pochi problemi operativi» indotti dalla riorganizzazione, che «ha destato preoccupazione all'interno dell'associazione».
E, come abbiamo riferito, lo stesso sindaco Muzzarelli ha spiegato che «l'accreditamento delle associazioni di volontariato e la riorganizzazione del sistema sangue sta creando non pochi problemi alle Avis del nostro territorio».
La scusa della Regione per procedere alla razionalizzazione, osserva da parte sua Pirazzoli, ricorda quella alla base della nascita dell'Ausl unica della Romagna: «Anche in quel caso si diceva che non si procedeva per risparmiare, ma per migliorare il servizio…». E se fosse questo il punto?
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