Modena Nuoto in liquidazione, tsunami sulla piscina Dogali
Si va verso un riassetto societario della compagine che gestisce il più grande impianto della città Sighinolfi: «Mi auguro che Uisp governi la transizione». Partito Democratico e Comune già mobilitati
«Questa stagione è stata l’ultima della Modena Nuoto». Parole che hanno l’amaro sapore di un addio per una società storica della nostra città. «C’è un disavanzo di 30-40 mila euro - ha spiegato Gianni Sighinolfi, presidente della società che gestisce le Dogali e vanta un credito verso Modena Nuoto - per cui ci sarà un ripianamento. Un altro buco all’esterno ha tirato sul fondo la Modena Nuoto». È una nuova foratura per lo sport modenese, già alle prese con due noie meccaniche. L’una riguarda l’erba del Braglia e un investimento da centinaia di migliaia di euro finito nel mirino delle minoranze che si sono chieste se fosse opportuno un simile investimento. L’altra interessa il Modena Volley, tornata a sognare, ma ormai “solo” con l’impegno economico di Catia Pedrini tanto che il Comune sta cercando chi possa accompagnare la presidentessa in questa avventura.
Ora la Modena Nuoto. «L’importante è salvaguardare questo gruppo - ha rimarcato Sighinolfi - la società sportiva dilettantistica Dogali srl s’impegnerà a fornire spazi ai giovani e agli allenatori, non ai vecchi distruttori». Categorico Sighinolfi anche su un’eventuale “nuova” Modena Nuoto: «Non c’è possibilità che rinasca, almeno non con la vecchia dirigenza. La Modena Nuoto non s’è comportata correttamente, non ci ha informato in anticipo. Questa stagione è stata la loro ultima. Non so se fallirà o sarà liquidata, ma ha esaurito il suo ruolo».
Mauro Zanni, presidente storico della società, ha così commentato: «Se ci sarà un fallimento lo imparerete, le voci sono sempre tante. Ci saranno aggiustamenti della società, quando sarà ora ve li comunicheremo».
«Sembra la Modena Nuoto si stia apprestando a dichiarare fallimento». Così scriveva invece il comitato “Pane & Acqua” a maggio con l’invio di una lettera anonima ma molto dettagliata, ventilando la possibilità che Dogali srl chiedesse garanzie e un pagamento prima del trofeo Città di Modena. «Abbiamo dato loro la possibilità di sviluppare il meeting - ha confermato Sighinolfi - facendo pagare l’acqua. Come amministratore devo tutelare anche le altre società, creditrici di un buco di bilancio che la Modena Nuoto deve continuare a pagare». Cosa accadrà? «Ancora non è stato deciso ufficialmente nulla - ha ripreso Sighinolfi - ci sarà un’assemblea il 25 in cui si discuterà il ripianamento di bilancio. Di certo si chiude un ciclo». Sul tavolo allenatori, atleti e quote societarie. La Modena Nuoto ne detiene circa il 30% contro il 20% (a testa) di Uisp, Bruno Loschi, Sea Sub e il 10% di Pentamodena. «Ogni società può avanzare proposte - ha detto Sighinolfi - la piscina non si può allargare, ci deve essere un accordo. Ci sarà una bella ristrutturazione nel management. Mi auguro che Uisp governi la transizione per non rovinare un nucleo importante».
Via al mercato per gli atleti? «Le società non staranno ferme: o cercheranno di smantellare la Modena Nuoto o avranno l’intelligenza di mantenere il gruppo compatto». Sighinolfi ha confermato che resterà al vertice di Dogali srl con Silvia Della Casa, direttore dell’impianto, almeno «fino a quando non ci sarà chiarezza di proseguire la storia». Infine, un appello. «L’interesse politico fa bene. Le Dogali sono comunali, hanno cinquanta dipendenti e muovono oltre due milioni di euro. Speriamo tutto si risolva». Il Pd, che dovrebbe già averne abbastanza dei suoi di buchi di bilancio, è già sul pezzo in pieno “soccorso rosso”: una prima riunione è stata fatta, vedremo come partito e Comune decideranno di occuparsi della vicenda. Sarà una seconda Manifattura?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
