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Muzzarelli e la mostra contestata: «Nessun favore ad amici Punto su arte e turismo»

Muzzarelli e la mostra contestata: «Nessun favore ad amici Punto su arte e turismo»

Il sindaco risponde punto su punto alla pioggia di critiche: «L’obiettivo è quello di accendere i riflettori del mondo su Modena l’esposizione di qualità vicino a Mef e Giardini è parte di una strategia culturale»

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C'è un uomo solo al comando della Cultura a Modena, è il sindaco Muzzarelli che vuole rendere la città più attrattiva attraverso la contaminazione di varie forme artistiche. Per applicare la sua ricetta il primo cittadino ha deciso prima di stravolgere l'identità della Palazzina Vigarani - affidata a Expo con i giardini estivi di Marco Miana e Marco Panini con lo chef tristellato Massimo Bottura - poi di affittare la ex Manifattura tabacchi per farne un centro espositivo di grido gestito o dalla Civica o dall'assessorato. E in futuro l'amministrazione pensa anche di fondere tra loro la Civica e Fondazione Fotografia, segno che in quegli enti per Muzzarelli ci sono cose che non vanno.

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Sindaco, da giorni lei è al centro di polemiche per l'affitto della manifattura e una mostra costosa "suggerita" da Bottura e Mazzoli.
«Andiamo per ordine, partendo dal progetto culturale che abbiamo in mente: il nostro obiettivo è essere attrattivi nel mondo, sfruttando le nostre tante potenzialità. Dobbiamo andare oltre i conservatorismi che ci sono qui e che ho ascoltato in consiglio comunale dove vedo che per la destra arte e cultura sono un problema. Noi invece vogliamo mettere le ali alla città».
Ha affittato la manifattura per sei anni e i critici dicono che si tratta di un soccorso perché lì si vende poco, inoltre tra i proprietari ci sono alcune coop che hanno finanziato la sua campagna elettorale.
«Guardi le assicuro che il mio tavolo è sgombro, assolutamente. Lì c'è stato un investimento di Cassa Depositi e prestiti e aziende pari a 25 milioni di euro e il nostro aiuto sarebbe di 300mila euro? La verità è che è abbiamo una visione per i prossimi anni: in attesa si sblocchi S.Agostino abbiamo pensato alla zona nord della città. Area appetibile per i turisti con il Mef, il giardini ducali con la Vigarani, la futura mostra vicinissima al centro con il Duomo e la Galleria Estense. Poi la Ferrari a Maranello. Dobbiamo fare stare i turisti qui almeno la notte del sabato».
Ma avevate un luogo comunale per le mostre, la Palazzina, invece l'avete ceduta per sei mesi ai privati di Palatipico per poi affittare un altro spazio.
«Non potevamo fare la mostra alla Vigarani, lì è perfetto per Expo perché serviva il verde e luoghi per il ristorante, ma da ottobre esporremo come previsto Daniel Spoerri. E abbiamo risparmiato quest'anno i 100mila euro che sarebbero stati necessari per l'estate, inoltre gli spazi della Manifattura sono ampi e vanno incontro alle necessità della rassegna. Purtroppo per tre anni Fondazione Fotografia gestisce il Foro Boario e quindi anche lì non potevamo andare».
La mostra l'hanno decisa il gallerista Emilio Mazzoli e lo chef Bottura?
«Assolutamente no perché mesi prima di Expo il Comune disse che ci sarebbe stata una grande mostra, poi abbiamo analizzato le proposte e la loro ci pareva utile».
L'accusa è che favorite privati collezionisti con soldi pubblici: aumenteranno le quotazioni delle loro opere. «No, diamo la possibilità al pubblico di vedere capolavori altrimenti inaccessibili: quelle opere sono già importanti di per sé. Inoltre non riveleremo i nomi dei collezionisti che non ci tengono a questa pubblicità. Economicamente con la mostra non rientreremo certo, ma è una occasione culturale».
Capitolo soldi: costo della mostra 550mila euro e compenso al curatore 48mila.
«I costi della mostra sono quasi tutti per personale, vigilanza, allestimento, assicurazione e quella cifra va al curatore che abbiamo scelto vagliando una decina di nomi. Verrà a presentarsi a Modena a metà luglio, ma l'ho già incontrato: di soldi ne voleva il doppio e abbiamo trattato. Collezionisti, Mazzoli e Bottura che ci fanno un piacere non percepiranno nulla e non togliamo altrove soldi alla cultura perché i finanziamenti sono nel capitolo di Expo».

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L'ex direttore Pierini prendeva 48mila euro per un anno di lavoro e il festival Node portava tanto pubblico e costava 45mila euro.
«Su Node non dico nulla perché ne direi troppe, riguardo Marco Pierini ricordo solo che abbiamo una ottima vice e non stiamo fermi nel settore dell’arte. Presto realizzeremo il calendario culturale della Manifattura ed entro primavera capiremo se fondere Civica e Fondazione Foto perché devono fare economia di scale e più pubblico. Voglio teste che stiano nel mondo su questi argomenti».
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