Da Modena di corsa fino all’Abetone, notte da 100 chilometri
L’impresa da piazza Roma fino all’Appennino: pettorine fluorescenti, torce e un sogno da inseguire. La Podissima premia Bettelli, Talleri e Mercurio
MODENA. Le pettorine gialle fluorescenti, l'Accademia alle spalle e la leggera pioggerella che non scalfisce il sorriso nemmeno lontanamente. Manca poco alla mezzanotte che valica il confine fra venerdì e sabato. Manca ancor meno alla partenza per un sogno chiamato Podissima. Un viaggio, un sogno appunto, da percorrere in squadra, nel cuore della notte, muovendo i passi lungo la storica via Giardini dal centro di Modena fino alle Piramidi dell'Abetone.
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Un rito che si ripete da dodici anni, nato dalla fantasia di Franco Ferrari e Lolo Tiozzo.
LA GENESI. Pietro Giardini e Giuseppe Sola. La storia si intreccia ed affonda le radici in questi due nomi. Il primo è il geniale disegnatore della Statale 12, la famosa via Giardini che ha fatto incontrare tradizioni, persone e dialetti. Il secondo gode certamente di minor fama, ma è stata figura modenese altrettanto straordinaria. Classe 1894, era tecnico distaccato presso l'Osservatorio Geofisico dell'Università. Il suo quartier generale, per 40 anni di onorato servizio, la torretta est dell'Accademia modenese. Tanti i gradini saliti e ridiscesi ogni giorno per recarsi in postazione. Quantificati, leggenda o forse no, poco importa, in 39 milioni e 420 mila. Abbastanza per allenare gamba e spirito di un podista appassionato, campione di gare nazionali ed internazionili, capace di firmare oltre 200 imprese memorabili su distanze siderali.
Giuseppe Sola è stato il primo a realizzare l'impresa della Modena- Abetone di corsa. Una delle tante, cui affiancare persino una Brennero-Modena-Abetone ed una Modena-Sestola- Monte Cimone, fino a quota 2.165 metri.
LA CORSA. I ricordi di bambino, si sa, restano indelebili. E' l'immediato dopo guerra quando Franco Ferrari, tenuto per mano dal padre, assiste ad un evento storico. La cornice è quella dell'Accademia modenese, dal cui portone una sera scatta proprio Giuseppe Sola, avvolto da una miriade di flash di fotografi. In maglietta e calzoncini bianchi, Sola fende gli applausi degli astanti in via Farini e punta al Gallo, in direzione Giardini, partendo per la sua impresa.
Dodici anni fa, lo stesso Ferrari racconta di quello straordinario aneddoto all'amico Angelo Tiozzo, per tutti Lolo. «Sarebbe bello ripetere l'impresa - esclama con entusiasmo Tiozzo - associando il nome di Sola a quello di Giardini». Nasce così, dodici anni fa, la Podissima Modena-Abetone. Una passeggiata, da interpretare liberamente a piedi, di passo o di corsa o persino in bicicletta. Senza tempi, senza classifiche, in solitaria o in compagnia. Da Piazza Roma, percorrendo la storica via Giardini per 100 chilometri circa, attraversando in serie Maranello, Serra, Pavullo, Lama, Pievepelago e Fiumalbo.
Prima dell'arrivo alle Piramidi dell'Abetone. Una lunga notte da vivere in squadra. Da quattro a sei compagni per team, liberi di alternarsi a piacimento lungo il percorso, con le lucine frontali ad illuminare il cammino ed i compagni a seguire da vicino, a rifiatare e magari a schiacchiare un pisolino sulle auto, a passo d'uomo, con le quattro frecce accese.
Come un anno fa, il primo team a raggiungere le Piramidi dell'Abetone è stato il Ti mette le Ali, composto da soli tre staffettisti, Andrea Bettelli, William Talleri ed Armando Mercurio: 7 ore e 27 minuti il loro tempo. A chiudere la comitiva degli intrepidi sono invece giunti I Fontanini, in 10 ore e 29 minuti. Fra loro, insieme a Marcello Miani, Claudio Franchini e Simona Piaggi c'erano proprio Lolo Tiozzo e Franco Ferrari. Ideatori e protagonisti di questo emozionante viaggio.
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