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Un tunnel per le barelle: via ai lavori al Ramazzini

di Rino Filippin
Un tunnel per le barelle: via ai lavori al Ramazzini

Il corridoio servirà a collegare i due comparti operatori: spesa da 1,5 milioni A causa del cantiere la Risonanza Magnetica resterà ferma per sei settimane

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A distanza di due anni dall’inaugurazione delle nuove sale operatorie del Ramazzini, partono i lavori per il tunnel di collegamento tra il nuovo comparto e le vecchie sale, quelle a metà del corridoio del primo piano. Un’opera fondamentale per dare sicurezza ai malati le cui barelle, fino ad oggi, sono transitate facendo lo slalom tra gli utenti. I lavori, il cui costo è di un milione e 450 mila euro, comprendono anche un ascensore per le lettighe dotato di sistemi antincendio. Chi infatti fino ad oggi finiva sulla barella al pronto soccorso doveva essere portato all’ascensore che si trova al primo piano nelle vicinanze dell’ingresso di Radiologia. Il nuovo “montalettighe “ sarà realizzato all’interno di una torre alta venti metri a pochi passi dall’ingresso del reparto del Pronto Soccorso. Tutto questo rappresenta, come dicevamo, un grosso passo in avanti rispetto alla razionalizzazione logistica dei comparti operatori, ma comporterà un disagio di ben 6 settimane per gli utenti del reparto di Risonanza Magnetica. Fino a fine luglio, insomma, Risonanza resterà chiusa e trasferita nell’Ospedale a Mirandola e nel Nuovo S. Agostino-Estense a Modena. Per gli utenti carpigiani, insomma, non sarà un disagio irrilevante. D’altra parte non si poteva fare altrimenti visto che il nuovo corridoio passerà proprio sopra la Risonanza. Sarà comunque un’occasione per rinnovare impianti elettrici e di condizionamento del reparto, lavori che costeranno circa 250mila euro, cifra che fa parte dell’ammontare complessivo di spesa. Il tunnel in fase di realizzazione insomma consentirà di creare un percorso protetto e riservato a medici e infermieri tra i due comparti operatori, quello appunto inaugurato nel 2013 e quello “vecchio”.

Insomma una buona notizia anche se, a dire il vero, è forse passato un po’ troppo tempo prima del via al cantiere. Non dimentichiamoci che medici, infermieri e pazienti per in questi ultimi due anni hanno dovuto sopportare disagi mettendo anche a rischio i pazienti sdraiati sulla barella. Pensiamo a un malato appena sottoposto a intervento chirurgico, sdraiato sulla lettiga, vincolato a cateteri, sondini e flebo, che deve essere trasferito dalle nuove sale al reparto: un “viaggio” chiaramente non agevole, come ci è stato segnalato da alcuni operatori che hanno avuto a che fare con il problema fino ad oggi. Dunque, come dicono gli addetti ai lavori, un’opera che è un atto dovuto per completare la funzionalità dei reparti operatori.

E speriamo che non sopraggiungano, durante il cantiere, i problemi nati all’epoca della ristrutturazione delle ex cucine trasformate in sale operatorie. Problemi di staticità, infatti, rallentarono i lavori con grande preoccupazione degli addetti ai lavori e disagi per i malati che vedevano allungarsi le liste d’attesa.

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