Avis, le donazioni modenesi sono in calo
Ma l’attenzione è ancora sul trasferimento del centro trasfusionale
MODENA - «Se c’è la valorizzazione c’è Modena. Se non c’è? Ci sarà». È stato enigmatico Gian Carlo Muzzarelli sul piano di riordino sanitario su scala regionale. Lo ha fatto in veste di presidente territoriale della Conferenza sociale e sanitaria alla presentazione del bilancio 2014 dell’Avis. L’associazione agisce in sinergia con il centro trasfusionale del Policlinico, ospedale che (in base al piano) dovrà essere accorpato a Baggiovara.
La seconda s’è poi detta contraria alla chiusura del centro trasfusionale di Modena e lo spostamento a Bologna, in base a logiche di Area Vasta dettate dalla Regione.
«Stiamo approfondendo a livello regionale - ha riassunto Muzzarelli - per cercare di capire come costruire una rete nuova. Stiamo lavorando per garantire dignità, qualità e futuro ai progetti del territorio. Dobbiamo continuare ad assicurare risposte ai bisogni».
Il presidente della Ctss ha detto di non conoscere ancora i tempi di questi cambiamenti e quali saranno i dati sulla possibile efficacia della manovra. «Abbiamo bisogno di capire fino in fondo quale sia il senso dell’impianto - ha ammesso Muzzarelli - quale sia la rete? Se c’è la valorizzazione allora c’è Modena. Se non ci dovesse essere? Ci sarà. Ci dovranno essere le condizioni per restare dentro la rete, per continuare a essere un riferimento nel sistema generale».
Un riferimento che (parlando dell’Avis) assorbe oltre un quinto del sangue donato a livello regionale: circa il 21% con 53.417 unità raccolte. Oltre ventottomila i donatori, che in media si sottopongono meno di due volte all’anno alla pratica.
Le cifre sono in discesa: nei primi cinque mesi di quest’anno i sacchetti raccolti sono stati 22.030, contro i 22.700 dello stesso periodo del 2014 (-2,95%). In calo sia le donazioni “classiche” (-311) sia le aferesi (-359). A Modena s’è avuto il calo più forte da un punto di vista numerico (-474) e il terzo su scala percentuale (-6,25%). La diminuzione più profonda in termini percentuali nella zona di Mirandola (-7,05%, -283 unità), seguita da quella di Pavullo (-6,76%, -87 unità).
Calo meno significativi nella zona di Sassuolo (-2,29%, -114 unità) e Vignola (-0,64%, -13 unità). Al contrario, la zona di Carpi ha avuto un “boom” di 301 donazioni, pari a una crescita di oltre un decimo (10,79%). Il calo, per Maurizio Pirazzoli (presidente provinciale Avis), è da attribuire «in buona parte a un assestamento non ancora definitivo dei punti di raccolta dopo le visite di accreditamento dello scorso anno».
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Tuttavia, il Centro regionale sangue ha quasi raddoppiato le richieste di unità di globuli rossi a Modena e provincia: 60 alla settimana contro le 35 di un anno prima. Cresciuto altresì (del 14%) l’utilizzo di unità di sangue da parte delle strutture sanitarie provinciali. Per «assicurare vacanze sicure», come spiegato da Muzzarelli, Avis ha lanciato una campagna con il pilota da rally prignanese Paolo Ceci.
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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