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Droga low cost per la crisi: a Modena ritornano eroina e siringa

di Stefano Totaro
Droga low cost per la crisi: a Modena ritornano eroina e siringa

Sert: «Comprarne per inalarla costa il doppio, tanti allora preferiscono iniettarla» Nei luoghi a rischio di nuovo tanti aghi usati. Il giro dell’“acchiappasiringhe”

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MODENA. Eroina a basso prezzo, scadente e ipertagliata. Viene venduta per soddisfare le richieste dei consumatori sempre più poveri. E non sono richieste sporadiche, è il mercato, la domanda ha creato questo mercato. Non ci sono tanti soldi in giro, l’onda della crisi si ripercuote in tutti gli ambiti e il tossicodipendente, che per procacciarseli arriva a rubare e a rapinare, non vuole certo sperperare.

E così mentre in tempi migliori i consumatori si concedevano il lusso dell’eroina scaldata e inalata, pagandola sui settanta euro, ora se ne spendono trenta ma ci si vuole assicurare la pienezza dell’effetto. Ovvero, la dose viene iniettata: l’effetto è assicurato, è più forte rispetto alla sniffata e si paga molto meno. Ma si diventa più “tossici”, il grado di dipendenza dalla sostanza si alza a dismisura così come quello del rischio di overdose.

Se i più giovani preferiscono l’inalazione, è soprattutto “la vecchia guardia” ad affidarsi al laccio emostatico e alle siringhe. «Ci sono pochi soldi - conferma il responsabile del Sert, Claudio Ferretti - e i tossicodipendenti, soprattutto i più anziani ma non solo, vogliono assicurarsi l’effetto pieno dell’eroina. Usano così la siringa e, una volta usata, non vanno in giro con quella in tasca, non la mostrano certo in giro. E così la gettano».

Il decesso del 52enne alle ex fonderie, una persona che aveva da tempo problemi di tossicodipendenza, e il contestuale ritrovamento di parecchie siringhe, sia all’interno che all’esterno della struttura abbandonata che un tempo era uno dei ritrovi per antonomasia di consumatori di droga, conferma il fenomeno. C’è un pericoloso e in breve devastante ritorno alla droga pesante iniettata.

Le tracce sul territorio ci sono. Sono gli stessi fatti di cronaca che evidenziano queste tracce. In questi ultimi giorni le siringhe c’erano alle ex fonderie, c’erano alla stazione dei treni, zona binario 6, c’erano nella zona dove opera la banda del Murazzo accanto agli stabili abbandonati, c’erano laddove i residenti, già preoccupati dal via vai di clienti e spacciatori, segnalano la pericolosa presenza dell’abbandono sul marciapiede, tra le aiuole o le siepi. Sono ritrovamenti che spesso, e fortunatamente, si trasformano in apparizioni: se non nell’immediato ma è questione di poco tempo, ecco che vengono portate via, raccolte da chi fa una ronda per la città ogni mattina, domenica esclusa, o dall’addetto che scatta quando arriva una specifica segnalazione.

C’è una sinergia tra Comune ed Hera sul fronte siringhe che ha portato all’istituzione di uno specifico servizio di raccolta. Il tutto è affidato al buon passo e all’occhio acuto e esperto di una unica persona. Si tratta di un addetto di Hera che ogni mattina, dalle 5 alle 11, si mette in marcia armato di mascherina, guanti e lunghe pinze acchiappasiringhe. E questo uomo fa il giro di Modena: ci sono tre percorsi da rispettare, a volte batte più un tracciato rispetto agli altri due oppure uno di questi viene setacciato in modo alternato perchè con meno ritrovamenti, ma comunque sia il giro delle siringhe tocca parchi, scuole, edifici abbandonati, strade e stradine in centro. Una mappa articolata

Segue gli spostamenti dei flussi di droga provvedendo a ripulirne gli scarti. Quando l’uomo del giro è in ferie viene sostituito da un addetto di una cooperativa. Al pomeriggio, entro le 18.30, personale di Hera accorre a prendere le siringhe qualora ci siano segnalazioni arrivate da passanti o da residenti, oppure dal Comune, dalle forze dell’ordine no giunte direttamente ad Hera stessa.

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