Fondazione Cassa: per il territorio 4,5 milioni di euro
Alla sanità 2,266 milioni, 1,2 per istruzione e ricerca Alla cultura 940 mila euro. Calo di due milioni sul 2013
Erogazioni per 4,5 milioni di euro, un patrimonio netto pari a 309 milioni e minusvalenze avviate verso un drastico calo.
Dati letti da un presidente Schena soddisfatto che si è anche preso gli applausi del consigliere comunale Roberto Arletti (Pd), che ha pubblicamente fatto i complimenti alla nuova dirigenza della Fondazione Cassa di Risparmio.
È stato un po’ questo il clima che si respirava nel tardo pomeriggio di ieri nella saletta sotto i portici di corso Cabassi dov’è stato presentato il bilancio consuntivo 2014 dell'ente.
Per l'occasione, una novità rispetto alle gestioni Ferrari, sono stati invitati amministratori e consiglieri municipali; così abbiamo visto assessori e anche sindaci, tra cui Alberto Bellelli. Nessuno però è intervenuto, a parte come dicevamo Arletti che ha commentato positivamente, forte anche della sua esperienza lavorativa come private banker, i risultati finanziari della gestione “in house”. «Noi - ha detto con orgoglio il presidente Giuseppe Schena - non paghiamo salatissime commissioni a società di consulenza. Ci avvaliamo della collaborazione esterna di primari private bankers, ma poi alla fine decide il comitato finanziario della Fondazione».
E cosa ha fatto la Fondazione con i 4,5 milioni destinati al sostegno del territorio?
La nuova governance dell'ente si è concentrata su tre linee: programmazione, continuità-innovazione e sociale.
Tra i progetti finanziati sono stati privilegiati quelli di carattere sociale: 2 milioni e 266 mila euro sono andati per salute pubblica e attività di rilevanza sociale; 1 milione e 248 mila euro sono andati a istruzione, ricerca scientifica e sviluppo locale. Per sostenere progetti relativi ai settori di arte, cultura e ambiente la Fondazione ha erogato 940mila euro. Certo, dal punto di vista delle erogazioni era andata ancora meglio nel 2013 quando a bilancio fu iscritta la bella cifra di 6 milioni e 500 mila euro. A ben vedere i conti, però, non si tratterebbe di un risultato troppo negativo specie vista la situazione congiunturale dei mercati.
La Fondazione ha già detto che ci saranno erogazioni sostanziose per i prossimi due, tre anni. Complice anche l'oculatezza con cui la Fondazione spende denari per gli organi statutari. «Il protocollo - ha detto Schena - prevede per i compensi un limite di spesa complessivo pari a 669 mila euro, mentre noi ne spendiamo 470 mila». Tanti gli obiettivi del presidente Schena in relazione al funzionamento della macchina della Fondazione tra cui il miglioramento della trasparenza nelle erogazioni e una piattaforma condivisa con altre Fondazioni per un migliore investimento finanziario. Il rendimento degli oltre 300 milioni di euro della Fondazione, al netto delle svalutazioni finanziarie, è stato del 2,30%. Un dato che fa fatto storcere il naso a due consiglieri del Movimento 5 Stelle presenti: Medici e Gaddi. «Non ci sembrano cifre entusiasmanti - hanno detto alla fine dell’incontro - ma ci riserviamo di fare una valutazione più approfondita al termine della lettura del bilancio».
La Fondazione possiede anche una piccola quota di Aimag: che fine farà nel caso di stravolgimenti societari della multiutility? «I nostri interlocutori primari - ha detto Schena - sono i Comuni».
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