Gli americani tornano sulla Linea Gotica
Fanano. Inaugurato a Trignano il museo con una delegazione di ex soldati Alleati che combatterono sul nostro Appennino
FANANO. C'è davvero un destino che unisce il piccolo borgo di Trignano, immerso nelle montagne fananesi, agli Stati Uniti. Un filo rosso iniziato nel 1881, quando il leggendario Felice Pedroni partì di qui per cercare fortuna Oltreoceano, fino a scoprire un giacimento d'oro in Alaska che pose le basi per la fondazione della città di Fairbanks. E culminato nella seconda guerra mondiale con l'arrivo della Decima Mountain Division che liberò i vicini Monti della Riva dalle truppe naziste, dando il via allo sfondamento della Linea Gotica. Un legame mantenuto negli anni e ribadito con forza domenica all'inaugurazione della sezione dedicata proprio a quelle battaglie all'interno del Centro Telematico Monti della Riva. Per l'occasione infatti sono arrivati un po' da tutti gli Usa (ma soprattutto dal Colorado, che con le sue Rocky Mountains è stato luogo di addestramento della Divisione) i veterani e i discendenti di quei soldati che diedero una svolta alla guerra, aprendo la strada verso la libertà. Due pullman, con più di un centinaio di persone accolte nel piazzale davanti alla chiesa e quindi condotte alla vecchia scuola elementare recuperata e già adibita a sede di esposizione con altre due sezioni pronte da tempo a piano terra, dedicate a Pedroni e alla vita di fine Ottocento nella comunità. Ora, con la terza dedicata alla Linea Gotica al piano superiore, il salto di qualità dal grande valore anche simbolico: «Abbiamo fortemente voluto questa sezione – ha sottolineato il sindaco Stefano Muzzarelli – per farne un memoriale perenne di quanto accaduto fra questi monti e sottolineare l'amicizia che ci legherà per sempre alla Decima Divisione e all'America. Ci sarà sempre il nostro impegno per questo». In mostra, fucili, elmetti, bombe a mano, attrezzatura da capo e tutto quanto era stato lasciato dalle truppe durante l'avanzata, finendo sepolto in alcuni casi per decenni. Poi, a fronte di ritrovamenti su ritrovamenti, l'idea dell'esposizione, corredata da pannelli con le biografie di combattenti che lasciarono un segno indelebile. «Musei piccoli come questo aiutano molto di più a ricordare, rinnovando sempre le basi della nostra amicizia», ha osservato Steve Coffey, presidente dell'associazione “10th Mountain Division Descendants and Friends”, nel consegnare quale ricordo un volume che racconta la storica reunion dei veterani del 2007. Tante foto e partecipazione intensa da parte dei discendenti (con anche diversi giovani al seguito), per i quali è stato un punto d'onore esserci: «Io arrivo da Huxley, Iowa – ha spiegato David Saveraid – mio padre combatté qui e tornò diverse molte prima della sua morte nel 2008. Sono contento di essere potuto venire anch'io con mia moglie, per la prima volta». «Io sono nato durante la guerra – ha precisato John Russell da Palmer Lake, Colorado – ma ho servito della Divisione prima di ritirarmi 25 anni fa. Sono qui come veterano: era venuto il momento di vedere dove aveva combattuto la generazione passata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
