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Impianti di packaging a quota sei miliardi con crescita del 3,6%

Impianti di packaging a quota sei miliardi con crescita del 3,6%

Ucima conferma un ottimo 2014 per un settore trainato dalle aziende modenesi: «Importante il +15% in Italia»

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Un settore in salute crescente, quello dei costruttori di impianti per il packaging, rilevante per la provincia di Modena, visto che oltre il 50 per cento delle 600 aziende, per oltre 27mila addetti, che lo compongono hanno sede in Emilia Romagna.

La fotografia di uno stato di salute crescente fa quindi bene anche all'industria modenese, considerando anche che fra i settori trainanti del packaging figurano quello alimentare, quello farmaceutico, quello della chimica, che include la ceramica. Tutte peculiarità del territorio modenese.

Il settore dei costruttori italiani di macchine automatiche per il packaging si conferma anche nel 2014 come uno dei settori più dinamici e in salute dell’economia italiana: il fatturato è di oltre 6 miliardi di euro e cresce del 3,6 per cento. Il giro d’affari si realizza per l’81,2 per cento sui mercati internazionali e per il 18,8 dalle vendite sul mercato nazionale. A differenza di altri settori industriali però anche le vendite in Italia crescono.

Questo è un settore che, con un 15 per cento in più sul territorio nazionale, trasmette ottimismo: «Vediamo che qualcosa sta cambiando in meglio – dice il presidente di Ucima, l'associazione di riferimento, Giuseppe Lesce – c'è maggiore fiducia, si investe più volentieri e anche a livello governativo abbiamo qualche interlocutore che conosce il mondo delle imprese e del lavoro».

Interessante anche la geografia dei mercati in cui l'export di questo settore si orienta: l’Unione Europea è la principale area di export delle tecnologie italiane con il 33,1 per cento del totale. Al secondo posto l’Asia con il 26,7 per cento sul fatturato (e una crescita del 12 per cento). Sul terzo gradino del podio, i Paesi extra-Ue con l'11,2 per cento del fatturato totale. Seguono Centro-Sud America, 10,1 per cento del totale ma con un forte calo dovuto soprattutto alla frenata del Brasile, Africa e Oceania e Nord America (che sono comunque mercati rappresentativi, vicini al 10 per cento).

Una geografia mondiale che vede questi produttori presenti con cifre importanti su tutto il globo, «con prospettive future che sicuramente vedranno l'Africa crescere. E vediamo anche la Cina in rapido aumento». Particolarmente dinamici gli andamenti delle tecnologie per l’industria farmaceutica (+48,9 per cento e per quella chimica (+44,1 per cento). Sul mercato domestico la quantità maggiore di macchine vendute è destinata al settore del food e a quello del beverage, che generano complessivamente un fatturato di 669,6 milioni di euro, pari al 57,1 per cento del fatturato in Italia. Infine, dopo tanti numeri positivi, uno sguardo su qualche criticità: «Come molti altri in Italia - fa sapere Ucima - anche questo è un settore di aziende piccole e poco strutturate: il 7 per cento del totale di 600 imprese fa da solo i due terzi del fatturato complessivo; le altre hanno dimensioni quindi ridotte e dipendono fatalmente dal mercato italiano, non avendo la forza per competere su quello mondiale».

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