Un’esplosione e la torre di Piumazzo crolla
Castelfranco. Spettacolare demolizione con mezzo chilo di dinamite. Lavori per la scuola più veloci
CASTELFRANCO. «Sembrava sospesa, all'inizio, poi ha cominciato a cadere e si è schiantata a terra». Così un anziano signore che ha assistito all'evento descrive l'abbattimento della torre piezometrica, avvenuto nell'ambito del progetto di demolizione dell'edificio scolastico Tassoni, inagibile dal terremoto.
L'abbattimento, avvenuto ieri alle 15, è stato preceduto dal suono di una sirena, che ha avvertito gli ultimi passanti rimasti vicino alla zona delimitata, ed è stato portato a termine con successo nonostante la grande delicatezza.
«La torre è caduta estremamente vicino alla palestra, che deve essere preservata - dice Danilo Coppe, della ditta Siram di Parma, che ha curato i lavori - Interventi di questo tipo sono sempre difficili, ma il risultato è stato soddisfacente». Per l'abbattimento sono stati utilizzati 500 grammi di dinamite alla base della struttura, che è caduta da una parte, all'interno della zona preventivamente delimitata da Comune e Protezione Civile.
«Questo tipo di demolizione ci permetterà di recuperare due o tre settimane di lavoro sul programma, in uno dei cantieri più significativi del territorio», dichiara il sindaco Reggianini. Agli abitanti della zona delimitata, comprendente tratti di via Muzza Corona, via dei Mille e via Manara è stato messo a disposizione nelle ore dell'evento un campo gestito dalla Protezione Civile presso il polo scolastico di piazza Falcone.
Non tutti gli abitanti hanno trovato soddisfacente la comunicazione messa in campo dal Comune: «Hanno provveduto a comunicare solo a quelli che si abitano vicino alla torre, ma è un evento che riguarda tutto il paese!», lamenta un signore.
L'evento in sé, in ogni caso, non ha creato grande disagio nei cittadini: «Quella torre è un pezzo di storia di Piumazzo, ha un grande valore affettivo per tutti. Se c'è di mezzo la sicurezza, però, è l'unica cosa da fare, poi la ditta che se ne occupa è sana», dicono gli abitanti.
Enrico Vincenzi
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