È allarme lavoro nero: bloccati cinque clandestini
Venivano da Prato ed erano diretti ad aziende di Carpi. La polizia li ha intercettati all’uscita del casello dell’A22. Via alle indagini sui flussi di manodopera irregolare
Cinque clandestini e il conducente del mezzo che li trasportava aveva in tasca una patente di un’altra persona. Tutti cinesi e tutti diretti a Carpi dove sono stati fermati dalla Polizia. Stavano uscendo dal casello dell’Autobrennero quando sono finiti nella rete degli agenti. Venivano da Prato, l’altra grande realtà tessile nazionale. Solo un caso o la zona di Carpi ha bisogno di lavoratori in nero? È questo il tema che preoccupa le forze dell’ordine che hanno deciso di indagare per capire se è in atto una migrazione tra la città toscana e la nostra. Sull’autovettura intercettata e fermata dalla pattuglia della Squadra Volante, come abbiamo detto, sei cittadini cinesi, cinque dei quali giunti cioè illegalmente in territorio europeo.
Il conducente, H.R. di 34 anni, all'atto del controllo aveva cercato di ingannare gli agenti mostrando una patente di guida intestata ad un connazionale. Gli agenti però, guardando la foto, hanno capito che il conducente era un’altra persona. La conferma è arrivata durante la verifica delle impronte: al conducente era già stata ritirata la patente e di conseguenza utilizzava quella di un connazionale. Nei suoi confronti è quindi scattata la denuncia per false generalità e sostituzione di persona, reati che prevedono come pena la reclusione fino a 3 anni. Gli è stata inoltre comminata un'ammenda per guida senza patente, che può arrivare fino a 9.032 euro. Nei confronti dei cinque clandestini è scattato il provvedimento dell’espulsione. Resta ora da chiarire perché i clandestini da Prato fossero diretti a Carpi. «Erano quasi certamente - spiega la dirigente del commissariato, Emanuela Ori - destinati ad alimentare il flusso di manodopera clandestina impiegata nelle ditte cinesi della zona. Da parte nostra sono in corso verifiche al fine di individuare i soggetti che gestiscono il traffico illegale di manodopera cinese tra Prato e Carpi. Una caratteristica rilevante della presenza cinese a Carpi - continua la dirigente - è dovuta allo sviluppo, negli ultimi 10-15 anni, dell'economia etnica nel settore tessile. Inoltre un numero crescente di piccoli imprenditori italiani da anni fornisce commesse agli imprenditori cinesi chiedendo disponibilità a lavorare in proprio per conto terzi, una soluzione che permette a molti committenti di scaricare una serie di costi sui piccoli imprenditori cinesi; disponibilità ad una flessibilità alta, accettando commesse discontinue e sempre a carattere urgente; disponibilità a lavorare per compensi sempre più contenuti. In questo contesto si inserisce il tema del lavoro in nero e delle irregolarità lavorative, che caratterizzano l'inserimento economico di tante imprese cinesi in Italia».
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