«Le leggi di Renzi? Pronti i ricorsi»
Stasera in Sala Ulivi incontro con Besostri: fece crollare il Porcellum
«In nome degli elettori senza diritti, andremo dai giudici per ottenere il diritto di scegliere chi va in Parlamento».
È questa in sintesi la linea che ispira il Coordinamento modenese per la Democrazia Costituzionale che lancia in tutta la provincia le iniziative per contrastare le “leggi liberticide” del governo Renzi, come vengono chiamate. Stasera il primo appuntamento alle 20.30 alla Sala Ulivi (ex Mercato Ortofrutta) in via Ciro Menotti 137. Ospite d’onore l’avvocato Felice Besostri che è stato autore del ricorso che ha seppellito il Porcellum elettorale assieme ai colleghi Aldo Bozzi e Aldo Tani. In videoconferenza anche Alberto Vannucci, coordinatore nazionale di Libertà e Giustizia, il cui circolo è presente anche a Modena.
«La legge appena approvata, il cosiddetto Italicum, è una tale concentrato di prepotenze dell’esecutivo che è difficile dire cosa è peggio - commenta l’avvocato Mauro Sentimenti (associazione Le Ragioni del Socialismo) - Il sistema elettorale che viene avanti consegnerà Parlamento e Stato a un ristretto numero di persone designate dai partiti. Come si può parlare di riforma se i capilista delle 100 circoscrizioni non possono essere messi in discussione dalle preferenze? Quelle valgono per gli altri in lista, per loro no e verranno eletti di sicuro. Gli italiani non conteranno nulla mentre i vertici dei partiti decideranno chi mettere in Parlamento».
La parola “casta” non viene usata per una classe politica che si autonomina, ma il ragionamento è quello. « La situazione è drammatica, più della metà degli elettori ha disertato le urne - commenta Lanfranco Turci, modenese, già presidente della Regione Emilia Romagna, deputato del Pci prima e con i Radicali dopo, oggi nel Comitato per la Democrazia Costituzionale - Quando un premier fa votare, una dopo l’altra, le leggi più importanti a colpi di fiducia per non discutere gli emendamenti, ebbene non c’è più la democrazia scritta dai nostri padri nella Costituzione». Di qui la scelta di un doppio binario per opporsi ai decreti a raffica. «Noi modenesi saremo tra i primi in Italia a presentare un ricorso alla Corte d’Appello, a Bologna - chiarisce Sentimenti - Lo spunto viene dalla stessa Corte Costituzionale che ha codificato la possibilità di un ricorso diretto dei cittadini in materia elettorale: qui chi vota per il vincitore elegge molti più deputati per effetto del premio». «Per il referendum - conclude Claudia Bellucci, pure lei del Coordinamento - pensiamo a un’alleanza trasversale, dal mondo del lavoro a quello della scuola e delle professioni, mettendo insieme gli oppositori sul Jobs Act, Sblocca Italia e scuola. La battaglia è appena agli inizi».
Saverio Cioce
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