Mobilità e città più belle: ecco il futuro del distretto
L’assessore comunale Gregorio Schenetti detta l’agenda dell’Obiettivo Sviluppo Borelli, Confindustria: «La bretella continua ad essere un’opera fondamentale»
Il convegno “Obiettivo sviluppo” segna il passaggio dalla teoria alla pratica, anche se le relazioni sono ancora molto puntate sulla teoria della Città distretto, idea raccolta dai municipi di numerosi Comuni di qua e di là dal Secchia. È proprio Gregorio Schenetti, assessore sassolese alla Città distretto e organizzatore del convegno di ieri, a dare le tappe con cui le idee immaginate e poi declinate nell'ultimo anno verranno messe in pratica: «Entro quest’anno avremo definita un’agenda strategica con le cose da fare subito. Puntiamo ad alcune macro aree: un’analisi del territorio, perché nella sua forma unitaria non lo conosciamo; la riorganizzazione della mobilità che è l'aspetto più anacronistico del distretto; la riorganizzazione urbana del territorio per conferirgli una nuova immagine sia dal punto di vista industriale che turistico; l’innovazione sociale e la qualità della vita; infine la creazione di un centro unico di progettazione con cui accedere alle opportunità di finanziamento garantite dall’Europa e dalla Regione. Lavoreremo creando dei team di giovani laureati, con conoscenza dell'inglese, guidati da un tutor e da un rappresentante politico che mantenga gli indirizzi base e garantisca il rispetto dei tempi». Un assetto che andrà a impostare idee innovative e una diversa concezione del territorio.
Qualcuna l’ha presentata un gruppo di ricerca del Politecnico di Milano che in autonomia si è messo a studiare il distretto: una rete di trasporto ferro-tramviario leggera ma efficiente, in luogo delle anacronistiche ferrovie attuali; un investimento moderato, in attesa della bretella, per rendere efficiente lo svincolo di Modena-nord; un’integrazione del trasporto ferroviario delle merci, con coordinamento fra Dinazzano e Marzaglia; una nuova urbanità, che crei «un centro cittadino esteso da Scandiano a Maranello, in cui mettere in relazione diretta tutte le professionalità ed eccellenze»; un paesaggio da rinnovare partendo dalla Pedemontana come vetrina dell’eccellenza produttiva; e infine un territorio aperto da valorizzare, «trasformabile con poca spesa in un parco agricolo da 450 ettari».
Se può sembrare un “libro dei sogni”, il sindaco Pistoni assicura che «sono progetti pragmatici con elementi già chiaramente individuabili». E a dare un ulteriore impulso all’azione concreta pensa Vittorio Borelli, presidente di Confindustria ceramica: «La Bretella continua ad essere fondamentale per noi per migliorare i collegamenti e decongestionare le vie interne. La fiscalità sulle imprese mina la nostra competitività e ci vuole un riequilibrio: il valore dei macchinari incluso nelle rendite catastali le aumenta fino all’80%; la tassa sui rifiuti non è adeguata tenendo conto che per la maggior parte degli smaltimenti paghiamo già privatamente; terzo punto è l’aspetto ambientale, fondamentale ma che in certe imposizioni al settore finisce per diventare solo un appesantimento burocratico, che è l’ultimo aspetto che una città distretto dovrebbe regolamentare. Questa è un’ottima occasione e noi vogliamo esserci».
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