Pd all’Anpi: «Un fraintendimento»
Il segretario Mililli “ritira” la lettera con cui poneva le “condizioni”
MARANELLO. Il Pd di Maranello cerca di ricucire lo strappo con l’Anpi, dopo la lettera-autogol con cui si rispondeva alla richiesta dei partigiani di partecipare alla festa del Pd, arroganodi il diritto di espellere il gazebo e ponendo condizioni che l’associazione ha ritenuto assurde e offensive: «Vogliamo chiarire al più presto questo fraintendimento, tanto che ho già chiesto un incontro con l'associazione»: così il segretario del Circolo Pd di Maranello Marco Mililli ribadisce la volontà del partito di ospitare l'Anpi di Maranello alla Festa di Gorzano.
«Francamente non capiamo come possa essere nata questa incomprensione con l'Anpi di Maranello. In passato, la Festa Pd di Gorzano ha sempre costruito una giornata in collaborazione con l'Anpi e la nostra disponibilità è rimasta immutata. Quest'anno ci è stato chiesto uno spazio per ospitare un gazebo, piuttosto che dedicare una giornata all’impegno dei partigiani. L’Anpi ha deciso di inoltrare la richiesta in via formale con una lettera raccomandata e gli è stato risposto formalmente. Ma nella risposta era chiara la volontà del Pd di ospitare il banchetto dell'associazione. Non c'è mai stato, da parte nostra, alcun dubbio in proposito né alcuna volontà censoria. Colgo l'occasione per rinnovare la totale disponibilità del Partito democratico nei confronti dell'Associazione partigiani. Farò tutto quanto necessario perché questa incomprensione venga chiarita definitivamente, tanto che ho già chiesto un incontro con l'Anpi di Maranello per poterci finalmente spiegare. Noi li vogliamo alla nostra Festa».
Ovvio che per evitare una questione morale destinata a travalicare i confini di Maranello tutti siano impegnati a spegnere l’incendio. Ma il direttivo dell’Anpi, sotto pressione per tornare sui suoi passi, ha usato parole nette, per ricordare al partito la storia e i valori dell’Anpi, che non può accettare censure e contraddizioni. La festa parte il 9 luglio, il dibattito in rete è già acceso, tra opposte posizioni, e molti invocano un intervento “superiore” per censurare l’accaduto.
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