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La mozione di sfiducia è sparita

La mozione di sfiducia è sparita

Presentata dall’opposizione e mai iscritta nei lavori del prossimo Consiglio

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FINALE. «Il 12 giugno i consiglieri comunali hanno avuto notizia dell’insediamento della commissione d’indagine, su iniziativa del prefetto di Modena, al fine di compiere ogni opportuno accertamento allo scopo di verificare eventuali, concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare, degli Amministratori del Comune, ovvero su eventuali forme di condizionamento degli stessi tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi e che compromettono il buon andamento, l’imparzialità e il regolare funzionamento del Comune. Considerato che l’onorabilità del paese risulta ormai irrimediabilmente compromessa da una serie di eventi che l’amministrazione non è stata in grado di prevenire, mostrando una responsabilità politica enorme e una forte inadeguatezza amministrativa: il consiglio comunale chiede le immediate dimissioni di Sindaco e giunta».

Ecco il documento, presentato dai sei consiglieri di opposizione e reso pubblico da Maurizio Boetti, in cui si chiedono le dimissioni di Ferioli e della sua squadra. Il documento non sarà però discusso in consiglio comunale in quanto equiparato ad una mozione di sfiducia che per regolamento prevede la sottoscrizione di almeno 2/5 dei consiglieri e quindi, per Finale, di 6,4 persone. «È la seconda volta che questo accade - ha spiegato il presidente del Consiglio, Michele Scacchetti (in foto) - e la giurisprudenza prevede che per una mozione vi siano almeno sette sostenitori. Perciò l’ordine del giorno non è ammissibile, ma dei commissari prefettizi si parlerà all’inizio dell’assemblea consiliare del 1 luglio». (fd)

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