Raddoppiati i profughi: «Facciamoli lavorare»
Erano 20 nel 2014 adesso sono 46. Gli stranieri percepiscono 32 euro al giorno FI: «Non fanno nulla per la comunità che li ospita». L’assessore: «Li prepariamo»
Erano una ventina l'estate scorsa, adesso i profughi ospitati a Sassuolo nell'ambito delle operazioni di accoglienza dei migranti provenienti dall'Africa, sono quarantasei, con un aumento che si è verificato soprattutto negli ultimi mesi, quando è stata rinnovata dalle Prefetture la richiesta di disponibilità ai Comuni per ospitare altri migranti.
I numeri li ha forniti l'assessore ai servizi sociali Antonella Vivi su richiesta di Claudia Severi di Forza Italia. L'accoglienza non prevede l'impegno diretto del Comune, è coordinata a livello provinciale con incarichi a cooperative specializzate che si occupano della sistemazione e gestiscono i fondi per il sostegno ai profughi. Gli alloggi vengono reperiti sul mercato libero e non sono di edilizia pubblica. Di fatto per i Comuni il costo è zero, «ma come Unione – ha spiegato l'assessore Vivi – ci siamo in realtà dati la veste di referente unico sul territorio per queste situazioni e quindi in forma indiretta siamo coinvolti nella gestione di questa emergenza». I quarantasei profughi, gli ultimi sono arrivati proprio nel mese di giugno (tre, mentre in maggio ne erano arrivati 7 e in aprile 14), sono alloggiati in sette appartamenti, in piazza Libertà, via Pia, via Refice. Non sono stati rilevati dal loro arrivo problemi né di ordine pubblico né di tipo igienico sanitario e nessuno degli ospiti ha fatto perdere le sue tracce per raggiungere qualche altro paese. I profughi ricevono direttamente da fondi regionali 32,50 euro al giorno che includono tutto, dall'affitto al mantenimento alle varie necessità come il vitto, la pulizia e altro. Claudia Severi, che aveva sollevato il problema con la sua richiesta di dati, si è detta comunque preoccupata: «I numeri sono elevati e in crescita e la situazione non ci lascia tranquilli. Per esempio la densità degli occupanti negli appartamenti è elevata: sono circa sette in ognuno e in uno in particolare ce ne sono nove. È difficile gestire situazioni di questo tipo, anche se sappiamo che tutto viene controllato in modo rigoroso. In più ci aspetteremmo che questi migranti che usufruiscono di aiuto fisico ed economico sul territorio, dessero un contributo attivo alla comunità che li ospita e invece per ora non succede». Proprio la scorsa settimana l'Unione dei Comuni ha siglato in Prefettura un protocollo che consente di impiegare i migranti in attività utili per la città, le cui tipologie verranno individuate man mano. In realtà erano già stati utilizzati per la spalatura durante l'emergenza neve e in qualche altra occasione.
«Altri lavori sono in fase di pianificazione – ha spiegato in modo chiaro e preciso l'assessore Vivi – e inoltre li abbiamo iscritti al registro dei volontari unici tramite il quale potranno svolgere, ora che il protocollo lo consente, diverse attività utili, anche a livello di pulizia e manutenzione della città. Con lo stesso obiettivo la cooperativa che li gestisce svolgerà a breve un corso sulla sicurezza di quattro ore, con l'appoggio dei mediatori linguistici, per rendere i migranti ancora più informati e preparati a svolgere incarichi per il Comune di Sassuolo».
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