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I laureati di Modena-Reggio trovano lavoro prima di tutti

Un laboratorio dell'Università di Modena
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Un laboratorio dell'Università di Modena

Relativamente alle lauree triennali, il tasso di occupazione a modena e reggio è pari al 57,1% (54,8% nel 2013), superiore alla media nazionale (43,3%) e anche a quello degli altri atenei dell'emilia-romagna (bologna 44,8%, ferrara 53% e parma 44,5%).

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MODENA. A un anno dalla laurea trovano lavoro prima rispetto ai loro colleghi in italia e in emilia-romagna. e vengono pagati di più, nonostante il fenomeno dei precari resti un problema. Si tratta dei laureati dell'università di modena e reggio emilia, che ancora una volta spiccano nel rapporto di almalaurea dedicato alla condizione occupazionale dei laureati. la 17esima edizione viene illustrata oggi al complesso di san geminiano a modena dal rettore angelo oreste andrisano, dal delegato del rettore per la didattica marco sola, e, in collegamento video da reggio, dal prorettore riccardo ferretti. l'indagine ha coinvolto 6.248 laureati unimore e 490.000 a livello nazionale.

Con riferimento alle lauree triennali, il tasso di occupazione a modena e reggio è pari al 57,1% (54,8% nel 2013), superiore alla media nazionale (43,3%) e anche a quello degli altri atenei dell'emilia-romagna (bologna 44,8%, ferrara 53% e parma 44,5%). i disoccupati sono il 16% (17,3% nel 2013), soglia ancora una volta più virtuosa rispetto alla situazione sia nazionale (28,7%) sia regionale (bologna 22,8%, ferrara 20,8% e parma 24,7%). restando alle lauree di primo livello, unimore con 954 euro di guadagno a un anno dalla laurea (2013) batte nell'ordine ferrara (937), parma (889) e bologna (858). per quanto riguarda i laureati magistrali, invece, quelli del 2013 che, nel 2014, risultavano per propria ammissione occupati corrispondono all'86%, che migliora (+5,2%) il dato dell'anno precedente, pari all'80,8%, e risulta non di poco superiore di quello nazionale (68,7%). Degli atenei con un numero di laureati superiore a 1.000 all'anno, in sostanza, nessuno in italia può vantare i livelli di occupabilità di unimore; bologna ha un indice di occupati del 72,1%, ferrara del 77,5% e parma del 75,7%.

In generale, allora, nel 2014 l'ateneo emiliano vede calare del -1,7% la quota di propri laureati disoccupati a un anno dalla laurea, che si attesta ora al 12,9% contro il 14,6% del 2013. in italia, invece, si è passati dal 26,3% (2013) al 26,6% l'anno scorso. i laureati unimore vantano dunque livelli di disoccupazione inferiori dell'13,7% rispetto alla media nazionale e guadagnano 112 euro in più al mese: 1.057 contro 945. a conti fatti, tra 2013 e 2014 per unimore spicca l'incremento del +1,8 della percentuale di laureati occupati, passati dal 66% al 67,8%. più o meno invariata, invece, la prima busta paga, che si assottiglia di -3 euro mensili, passando da 1.060 euro ad appunto i 1.057 attuali. ma poco più un laureato su quattro (28,1%) ha confermato, però, di possedere un contratto stabile. la percentuale è più bassa non solo rispetto a quella registrata nel 2013 (29,5%), ma anche alla media nazionale dell'anno scorso (32,7%).

Questo indica che, su tutto il 2014, per i laureati unimore la tendenza alla precarizzazione del lavoro non si è arrestata. tuttavia, si è ridotto il numero di quanti lavorano senza un contratto, scesi dal 6,1% nel 2013 al 5,6% nel 2014. a cinque anni dal titolo di laurea, infine, la disoccupazione scende a livelli fisiologici ed i guadagni salgono del +34,44%. il lavoro stabile diventa largamente prevalente (tre su quattro), ma si allarga la forbice salariale di genere.

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