Il cult adesso non è scozzese ma orientale
Il whisky scozzese ha dovuto cedere la corona d'oro al “collega” giapponese. La notizia, riportata anche dal Corriere della Sera (Luciano Ferraro, Corrieredivini), si fa largo tra lo stupore...
Il whisky scozzese ha dovuto cedere la corona d'oro al “collega” giapponese.
La notizia, riportata anche dal Corriere della Sera (Luciano Ferraro, Corrieredivini), si fa largo tra lo stupore generale, anche degli esperti, lo scorso autunno.
E seppur qualche nostalgico vorrebbe crederlo, non è una bufala. Per la prima volta in 12 anni, da quando cioè esce la World Whiskey Bible, guida cult del settore curata da Jim Murray, il miglior whisky del mondo è risultato un distillato del Sol Levante, il Suntory Yamazaki Single Malt Sherry Cask 2013.
Conquista sorprendente - 97,5 punti su 100 - ma forse non del tutto inaspettata. I giapponesi in materia di superalcolici non sono nati ieri.
Si mormora infatti che, al pari degli scozzesi, i nipponici prediligano la distillazione definita discontinua, metodo tradizionale di solito riservato agli alcolici di maggiore pregio che contempla l'impiego di alambicchi di rame con il collo a cigno.
Nata vicino a Kyoto nel 1923, la distilleria Yamazaki, è considerata una realtà industriale da imitare. Invecchiato fino a 15 anni in botti usate per lo sherry, il nettare premiato è un single malt prodotto in sole 18 mila bottiglie da 160 dollari l'una.
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