«Partner per Aimag? Più proposte ci sono e più scelte abbiamo»
Il presidente Bellelli sul futuro dell’appetita multiutility: «Vediamo i progetti e poi apriremo un dibattito concreto»
I modenesi di “Piacere”, i mantovani di “Tea”, ovviamente i già soci di Hera e magari i lombardi di A2A oppure i bolognesi di Geovest e chissà chi altro. Aimag continua a suscitare interesse dopo la pubblicazione del bando per la manifestazione d’interesse di un’ipotetica partnership e mentre gli abboccamenti continuano - così come i contatti informali - Alberto Bellelli, sindaco di Carpi, ma in questo caso soprattutto presidente del patto di sindacato, ossia della proprietà pubblica della multiutility, attende la fine di settembre per valutare.
Sindaco, per Aimag ci sono tanti pretendenti.
«Non ragiono sulle indiscrezioni giornalistiche, aspetto di leggere i piani industriali che ci arriveranno, ma di certo è una conferma che la società lavora bene e piace. Ma non avevamo dubbi anche se qualcuno aveva avanzato l’ipotesi di un bando deserto e di una manovra già definita».
Invece...
«Invece la scelta di presentare un bando così ampio è il primo passo per ragionare su qualcosa di concreto e non di fermarci ad un dibattito teorico e ideologico. Come proprietà pubblica non possiamo permettercelo».
Ma cosa si attende dagli eventuali interessati.
«Che ci forniscono informazioni su di loro e che ci diano degli scenari concreti che possono svilupparsi con Aimag. Voglio ribadire che le proposte non saranno vincolanti né per chi le avanza né per chi le riceve, ma serviranno a disegnare vari scenari entro cui, poi, potremo fare delle valutazioni vere. Non stiamo ricercando un modello preciso, siamo curiosi di capire dove potrà andare Aimag in futuro perché, piaccia o no, il profilo strategico dell’azienda è legato al mercato. Una proprietà non può immaginare di non essere competitiva ed eventuali partner ci permetteranno di capire dove vogliamo andare nei prossimi anni».
Ma se dovesse scegliere qual è il suo prototipo di partner?
«Ridurre tutto a grande, piccolo, medio è sbagliato ed è insignificante. Abbiamo elaborato un percorso ampio per avere vari scenari, tutti magari interessanti, ma che saranno decisi dai consigli comunali e non più sulla base di un dibattito politico ideologico. Partiamo però da quattro punti cardine: incremento del valore di Aimag per i soci, miglioramento dei servizi ai cittadini, presidio del territorio e la salvaguardia dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle competenze tecniche e manageriali presenti nel Gruppo. Su tutto il resto ragioneremo soltanto con i piani industriali sul tavolo».
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