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l’intervento/1

Perchè la mostra di Mazzoli si deve fare

di ALBERTO MORSIANI

di ALBERTO MORSIANI Sono tornato a Modena due giorni fa da un viaggio in New Mexico. La capitale Santa Fe è poco più che uno sputo in mezzo al nulla, però ha una via, Canyon Road, che per la sua...

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di ALBERTO MORSIANI

Sono tornato a Modena due giorni fa da un viaggio in New Mexico. La capitale Santa Fe è poco più che uno sputo in mezzo al nulla, però ha una via, Canyon Road, che per la sua intera lunghezza di un miglio e mezzo è zeppa di decine e decine di gallerie d'arte contemporanea una fianco all'altra. Ebbene, sono tornato nella ricca e progressiva Modena e ho visto che in pratica l'unico gallerista superstite in città, dopo la tragica desertificazione degli ultimi anni, il glorioso Emilio Mazzoli, principe degli Eighties ma ancor oggi generoso di mostre importanti e scelte controtendenza, è oggetto di attacchi per essersi, finalmente! dico io, messo in gioco per la sua città organizzando una mostra di arte contemporanea da collezioni private e dunque ricca anche di tesori nascosti (con curatore di caratura mondiale, tra l'altro). Invece di godere per l'evento a suo modo inedito e desiderato, ci si indigna o infuria. Incredibile. Ragioni di soldi, si dice. Ma proprio adesso, che i soldi sono pochi, è opportuno spenderli per cose di qualità. E' forse tempo di tornare, dopo tanta animazione (culturale) per carità nobilissima, alla cultura con la c maiuscola, di affidarsi nuovamente a titoli, esami (pubblicazioni, magari…). Non è snobismo, ma realismo: la competizione è sulla qualità, e la qualità deve guardare oltre Modena, deve giocare al gioco dei grandi. Non dimentichiamo poi che proprio le iniziative di grande rilievo possono funzionare da volano. Ma la Cultura a Modena fatica. Remember la porta di Frank Gehry, remember l'ex Amcm, che poteva diventare uno spazio culturale aperto meraviglioso ed è finito nel (quasi) niente (per la disperazione del sottoscritto). Non a caso, gli stessi che hanno contribuito a questi passati fallimenti sono ora all'opera per bloccare l'altro progetto, l'ex Sant'Agostino.

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