Sicurezza, i furti nelle case dimezzati in quattro mesi
Da 500 a 228: più controlli e segnalazioni. Arrestato un pusher in via Mascagni
È ancora presto perchè a Modena lo spread tra la percezione della sicurezza nei cittadini e la realtà effettiva del crimine in città si abbassi a tal punto che procedano di pari passo, verso una situazione ideale, ma una spending review così forte era da un po’ che non si registrava dalle nostre parti. Il riferimento va al numero dei furti e delle rapine commesse sia in città che in provincia: in quattro mesi, fa da febbraio a maggio, è stato registrato un calo complessivo del venti, venticinque per cento. Il dato fornito dalla questura modenese è confrontato a quello ricavato nei quattro mesi precedenti, il periodo ottobre-gennaio, mesi, quelli invernali, tradizionalmente piuttosto “caldi”, dove le stesse forze dell’ordine ammettono fra i denti di trovarsi ad affrontare e a cercare controffensive per un’invasione, una marea di ladri che saccheggiano abitazioni e ditte. Il numero complessivo di reati commessi in città e in provincia è 10.253, vale a dire meno 2455 reati rispetto ai mesi appena passati. Nello specifico, il numero di furti (la voce comprende dal borseggio alla razzia in una ditta) è sceso di 1396 colpi, su un totale di 6600.
In città, e questo è il dato più confortante, c’è il “taglio” più netto e riguarda i furti nelle abitazioni, uno dei reati che più brucia alla cittadinanza: si è passati da 499 saccheggi a 228. In questura non si festeggia, ma si prende atto di questo dato. È chiaro che in questi bollettini, in questo periodo dell’anno, il segno meno fa da padrone, la sua è una presenza consolidata, fisiologica. La bande di ladri fanno il tour delle città nei periodi invernali, si prendono “cura” di quartieri, di zone, poi vanno nella cittadina vicina e così via. E quando finisce di lavorare una banda ce n’è già un’altra diversa a dare il cambio.
D’inverno le giornate sono più buie e molto più corte, i ladri si arrampicano non visti, c’è meno gente per strada o in giro per i quartieri, i malviventi cambiano zone e quartieri, in una sola notte si hanno colpi tanto alla Sacca quanto alla Madonnina. Ma è anche vero che il lavorio svolto ripaga, o per lo meno inizia a ripagare: l’aver intensificato i controlli, l’aver chiesto in modo costante il supporto e quindi l’effettiva presenza di reparti anticrimine, l’aver consolidato e ottimizzato a livello operativo, le sinergie sia tra reparti interni alla polizia stessa, leggansi Volante e Mobile, sia tra la polizia e la Municipale, si è tradotto in un controllo del territorio più efficace. Controllo del territorio, come hanno sostenuto in questura, significa conoscere “le facce”, le auto di potenziali ladri che passano e ripassano, saper dove sono i luoghi di ritrovo o quelli di rifugio di gang, di spacciatori, di pregiudicati. Significa utilizzare a questi scopi le telecamere della rete di sicurezza in modo da evidenziare persone o spostamenti, significa anche ascoltare le lamentele, gli allarmi, gli sfoghi di residenti che raccontano di degrado, di presenze, di situazioni che non vanno. Questo lavoro che è quotidiano non si traduce automaticamente in retate, in denunce o in arresti: spesso possono di più alla sicurezza in una zona gli stazionamenti, magari anche di poco tempo, in un angolo di un quartiere oppure il passaggio ripetuto in una strada. Ma l’arma in più, che sempre in modo più frequente viene data alla polizia modenese, è costituita dalle segnalazioni.
In considerazione che la percezione del livello di sicurezza nei cittadini è sempre piuttosto basso e che, proprio per questo, l’attenzione dei residenti ad ogni fatto anomalo che riscontrano è altissima, ecco che alla centrale della polizia fioccano le segnalazioni. La gente si sfoga al 113 così come quando chiama le redazioni dei media locali. Appelli da via Ricci ed area Ducali, appelli dalla zona delle ex fonderie, richieste d’intervento nell’area dei parchi o al quartiere musicisti: la polizia ascolta, inizia a fare passaggi, prende contatti con chi possa segnalare quando vi sono le persone “giuste”. E così, come in via Mascagni, si arriva al dunque, con uno spacciatore che finisce in manette. L’altro giorno infatti, dopo l’iter appena raccontato delle segnalazioni di degrado e dopo i primi controlli, gli agenti della Mobile hanno sorpreso ed arrestato uno spacciatore nigeriano 28enne, trovato in possesso di una ventina di grammi tra cocaina ed eroina. Nello stradello appartato che porta ad un condominio una coppia di tossicodipendenti (lui 42 anni, lei 25)aveva appena acquistato una dose di eroina ed era già pronta la siringa per effettuare l’iniezione sul posto.
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