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Fa rotta verso oriente la moda maschile della prossima estate

di Maria Vittoria Melchioni
Fa rotta verso oriente la moda maschile della prossima estate

Si è conclusa a Milano la fashion week dedicata all’uomo Sartorialità, mood sportivi e incursioni nell’eccentricità

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MILANO. Punta decisamente ad Est, la tendenza per la primavera-estate 2016 per la moda uomo che ha sfilato a Milano. L’Oriente con le sue lacche, la sua simbologia, i suoi grafismi. Ma soprattutto l’Oriente come mercato trainante delle nostre esportazioni, dopo i problemi russi e l’immobilità italiana. Ad aprire la fashion week è stato Dirk Bikkembergs con i suoi atleti che, dopo le fatiche di Pitti, si concedono un terzo tempo alle Terme di Milano in tutto relax. La vita dei pantaloni si alza da Corneliani, mentre da Emporio Armani si allargano gli orli dei pantaloni. Michelangelo Antonioni ispira Iceberg; Andrea Pompilio festeggia i primi 5 anni all’Accademia di Brera con camicie boxe con collo a contrasto, pantaloni comodi che ricordano le tute ginniche e sciarpe di seta.

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Ralp Lauren è tornato in passerella a Milano dopo dodici anni di assenza proponendo due must del suo stile: la sartorialità e il mood sportivo. Fusion da Neil Barrett che mixa la sartorialità europea, al denim giapponese allo stile americano. La sobrietà non sta di casa sicuramente da Philipp Plein che, sul set del suo show, usa Rolls Royce dorate schiacciate da monster truck, Bmw placcate d’oro prendono fuoco, mentre le auto della polizia si cimentano in inseguimenti di moto da cross illuminate da led e guidate dai modelli con indosso giacche di pelle ricoperte da chiodi e borchie.

I cappotti di neoprene e capi indossati a rovescio sono le proposte più insolite di N21 di Alessandro Dell'Acqua. David Bowie nella versione Duca Bianco ispira John Richmond; mentre Calvin Klein omaggia gli anni ’90 che lo resero tanto famoso. I viaggi di Dolce & Gabbana stavolta ci portano ad una Cina molto vicina: quella della Palazzina Cinese del Parco della Favorita a Palermo con le sue contaminazioni stilistiche che prendono vita su giacche di seta, pantaloni, bermuda nelle cui stampe convivono dragoni e carretti siciliani, pavoni e limoni, pupi e pagode. Vivienne Westwood, come già ha fatto Karl Lagerfeld per Chanel, mette in scena una rivolta di piazza, con i modelli che manifestano contro i politici corrotti, indossando completi dai tessuti classici ma decisamente oversize e maglieria effetto used.

Salvatore Ferragamo esce per un attimo dagli schemi del classicismo proponendo maglie con scritte e blocchi di colore, ma soprattutto una gamma di accessori che raccoglieranno i favori dei clienti più giovani. È uno sherpa tibetano in versione glamour l'uomo proposto da Bottega Veneta che abbina leggings, anorak gessati agli scarponi da trekking o a sandali percorsi dalle corde da scalata. Sono giovani, spensierati e cool i surfisti proposti da DSquared2.

Viaggiatori nomadi alla ricerca dell'onda perfetta con zaini enormi, hanno il corpo ricoperto di Tattoo, mentre i jeans baggy sono decorati con le mutandine di pizzo, souvenir della notte precedente. Antonio Marras mixa righe e stampe hawaiiane come in un ipotetico incontro tra i pescatori di Alghero e Montgomery Clift di Da qui all'Eternità. L’Uomo Ermanno Scervino si abbandona ad una dimensione glamour dégagée dove suggestioni militari incontrano il mondo sartoriale, dando vita a combinazioni inattese. Chiude Armani con le sue forme morbide, i tessuti ricercati e gli accessori di lusso.

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