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La guida al buon bere

di PARIDE RABITTI *
La guida al buon bere

di PARIDE RABITTI * “Non datemi consigli. So sbagliare da me” diceva Dino Segre, noto con lo pseudonimo di Pitigrilli scrittore e aforista italiano del secolo scorso. Alcuni consigli in materia...

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di PARIDE RABITTI *

“Non datemi consigli. So sbagliare da me” diceva Dino Segre, noto con lo pseudonimo di Pitigrilli scrittore e aforista italiano del secolo scorso. Alcuni consigli in materia alcolica però sembrano doverosi nei confronti dei giovani oggi sempre più soli e abbandonati. Da circa vent'anni in materia di alcol, coloro che dovrebbero educare i ragazzi si limitano a a dire: “ Non bevete”. Esigere che i giovani non bevano è come voler fermare l'acqua con le mani, si dovrebbero dir loro: “Bevete e divertitevi, ma la giusta quantità con intelligenza perché lo sballo è pericoloso”.

Si inizia a bere per ammirazione verso quelli più grandi che ci sembrano eroi invincibili e quando siamo come loro, scopriamo quanto erano fragili. Oggi si beve male, velocemente e senza socializzare, alcuni alcolici vanno giù come niente fosse, ma all'improvviso si perde il controllo, il gioco non è più divertente perché non siamo noi a condurlo.

Non è necessario essere medici per dare delle dritte ai giovani, attraverso le esperienze passate si possono tracciare dei sentieri per non perdersi in irrimediabili errori. Sorseggiate seduti, in uno stato d'animo rilassato, l'alcol è un amplificatore di stati d'animo se si beve un bicchiere quando si sta bene in compagnia di amici si diventerà allegri, se ci si accinge a bere arrabbiati sarà facile trovar da bisticciare. La regola principale impone di bere alcolici sempre in crescere, non iniziare col vino e proseguire con la birra, non mescolare troppe cose diverse e mai gelate, amari, superalcolici, cocktail altrimenti i postumi del giorno dopo saranno devastanti, bevendo bene ci si può divertire senza rischiare troppo.

L'ideale sarebbe proseguire con la stessa bevanda dall'inizio alla fine preferibilmente un vino come il lambrusco, frizzante, gioioso e che aiuta a socializzare, non esageratamente alcolico. Non si dovrebbero superare i quattro bicchieri per non permettere al fiume di travolgerci e trascinarci senza avere più il controllo.

Il vino non si beve, si mangia. Va masticato lentamente, tenuto in bocca, fatto girare, valutato con la lingua, il palato e l'olfatto e solo alla fine deglutito; non bere mai a stomaco vuoto, altrimenti picchierà subito in testa, Il pane è perfetto, assorbe l'alcol e se il pane è accompagnato da salumi ancora meglio.

Agli astemi che leggono e scuotono la testa dico che forse fanno bene a ritenersi fortunati a essere immuni al fascino del dio Bacco ma non sanno quello che si perdono.

. * Il Lambruscologo

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