Scacchetti contro Fornero e Jobs Act
Il segretario provinciale Cgil: «Generazione disillusa: pensioni e contratti sono fondamentali per una nuova credibilità»
«Se per Confindustria modernità vuol dire licenziamenti facili meglio essere inattuali». Così Tania Scacchetti, segretario provinciale della Cgil, ha introdotto uno dei dati più significativi sull’anno 2014: l’aumento degli iscritti fra i disoccupati (9% del totale). Se l’11% è di origine straniera, oltre la metà delle iscrizioni (52%) è stata sottoscritta da soggetti in pensione. Su 130.807 iscritti in tutta la provincia al 31 dicembre scorso, oltre 68mila hanno raggiunto un traguardo che per i più giovani appare un miraggio. «C’è una generazione disillusa - ha evidenziato Scacchetti alla conferenza d’organizzazione dell’attività annuale della Confederazione - il 40% dei giovani sono disoccupati e chiedono risposte». Non è un caso che il segretario provinciale abbia affermato che «pensioni e un nuovo Statuto dei lavoratori sono questioni fondamentali per riconquistare diritti e credibilità». Due i principali antagonisti per la sigla sindacale: la legge Fornero (per le pensioni) e il Jobs Act (per l’occupazione).
«La sentenza della Consulta sulle pensioni - ha ricordato Scacchetti, sottintendendo la bocciatura della manovra - ha riportato all’attenzione il tema per cui non è accettabile l’assenza di mobilitazioni. La legge Fornero è un problema quotidiano ed è un tema ch abbiamo posto da soli, per anni, all’attenzione del Paese». Duro il giudizio anche sulla manovra del premier Matteo Renzi sull’occupazione. «Ormai è esplicito che il governo stia solo con le imprese», ha detto Scacchetti. «Le norme sul controllo a distanza inserite nel Jobs Act - ha poi aggiunto il segretario - consentono un’estrema ricattabilità dei lavoratori. È un provvedimento inutile per la ripresa e la creazione di una nuova occupazione». Non aver convocato i sindacati al tavolo, per Scacchetti, denota una «onda renziana di disprezzo». «Il dialogo non mi sembra essere uno dei punti forti del nostro governo», ha detto Nino Baseotto, segretario organizzativo della Cgil. Scacchetti ha aggiunto che si vedono già gli effetti «del “giochino” del Jobs Act nel caso Inalca. Ormai la denuncia delle coop spurie non bastano».
La vicenda dell’azienda attiva nella valle modenese è seguita dalla Cgil assieme a «migliaia di crisi aziendali» con cui si confronta dal 2008. «Abbiamo preso parte alle vertenze in Marazzi e Bosch - ha ricordato Scacchetti - pensiamo di praticare sperimentazioni nelle nostre zone, toccate dal terremoto o meno, rafforzando le categorie più piccole».Tuttavia, specie per gli altri temi, c’è il rischio che le idee restino infruttuose. «Sette anni fa mettevamo il passaggio della tutela dei contratti collettivi nel documento conclusivo - ha esemplificato Scacchetti - o abbiamo anticipato i contenuti o probabilmente non abbiamo concretizzato». Tra i risultati ottenuti ci sono «il Patto per la crescita e protocolli distrettuali».
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