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Terremoto, contributi per gli sfollati: tetto massimo di 550 euro

Terremoto, contributi per gli sfollati: tetto massimo di 550 euro

Retromarcia di Regione e sindaci sui soldi a chi ha trovato casa autonomamente Arriva una modifica al taglio indiscriminato e Carpi entrerà nelle zone franche

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Le proteste dei cittadini terremotati e sfollati, che si erano visti di fatto dimezzare il contributo di autonoma sistemazione, la presa di coscienza dei sindaci, pressati dal territorio che si era scontrato con l’inapplicabilità della norma oltre al confronto avvenuto tra il comitato Sisma.12 e l’assessore alla Ricostruzione, Palma Costi, hanno fatto sì che la struttura commisariale varasse una modifica all’ordinanza 20, quella che di fatto stabilisce i soldi per supportare i residenti ancora senza casa che si sono arrangiati nel ricercare una sistemazione provvisoria. E l’impianto, che sarà ufficializzato a luglio con un’ordinanza ad hoc, e soltanto dopo aver “censito” gli sfollati - entro fine mese devono fare domanda di rinnovo del Casa nel Comune di residenza - è stato rivisto completamente.

La novità più grande riguarda il superamento della “fasce per numero di componenti del nucleo” e un tetto massimo di contributo per l’affitto di 550 euro. «L'obiettivo - spiega Palma Costi - è sempre stato quello di non lasciare nessuno fuori dall’assistenza. Ma ogni scelta, e le modifiche introdotte, debbono essere coerenti con criteri di equità sociale. Chi ha avuto un disagio abitativo causato dal sisma riceve un’assistenza che non è un’integrazione al reddito, ma un contributo per affrontare una difficoltà temporanea. I Comuni stanno completando la ricognizione delle situazioni ad oggi in assistenza. Se ci saranno problemi segnalati dai Comuni, come sempre cercheremo di trovare le adeguate soluzioni».

Il comitato istituzionale, che si è riunito a Sant’Agostino (Ferrara) ha anche deciso di adoperarsi affinché in fase di conversione del Dl 78/2015 siano inclusi la proroga dello stato di emergenza al dicembre 2017 e la possibilità di estendere i contratti di lavoro ai collaboratori a tempo determinato al di là dei 36 mesi.

Per le Zone franche urbane è stato concordato di considerare tutti i paesi con zone rosse regolarmente decise con apposite ordinanze sindacali e di verificare con loro le modifiche da apportare al decreto. Pertanto all’elenco del documento del governo sarà aggiunto anche Carpi. Già la prossima settimana in viale Aldo Moro si terrà un incontro per mettere a punto la definizione degli emendamenti necessari da inserire nella discussione parlamentare. «Dobbiamo continuare ad essere coesi nel chiedere le modifiche al Decreto in fase di conversione - ha osservato il commissario Stefano Bonaccini - Solo così possiamo raggiungere il miglioramento delle norme tra cui quella che prevede le Zone franche urbane le quali, non bisogna dimenticare, rappresentano una novità assoluta nel Paese». (fd)

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