Gazzetta di Modena

Modena

PARLIAMOCI

La risposta all'orrore

Enrico Grazioli

Può darsi che il Venerdì nero dello stragismo del Califfo spinga l’Occidente a valutare anche un intervento coordinato e armato per sconfiggere un nemico che usa la scena mondiale...

2 MINUTI DI LETTURA





Può darsi che il Venerdì nero dello stragismo del Califfo spinga l’Occidente a valutare anche un intervento coordinato e armato per sconfiggere un nemico che usa la scena mondiale per amplificare attraverso il terrore e l’orrore il proprio potere sui territori di cui si è impossessato con la violenza più brutale. Non sarebbe una guerra contro l’Islam, ma contro chi ne fa un uso blasfemo e sanguinario. Ma sarebbe comunque solo una parte della strategia complessiva, che non può prescindere dal coinvolgimento e dalla responsabilizzazione delle comunità locali, all’interno di ogni Paese oggi potenzialmente a rischio.

Come è il nostro: inutile nasconderlo, come inutile è appellarsi agli organismi sovranazionali nella speranza che ci mettano al riparo dai pericoli mentre noi assistiamo inermi e storditi al dilagare della disperazione e dell’uso strumentale che ne viene fatto, sfruttando anche la complicità delle nostre legittime paure. Rispetto a Charlie Hebdo c’è una progressione geometrica impressionante dell’offensiva dei tagliagole. Rispetto ad allora non bastano e non servono più le sole manifestazioni di solidarietà, gli abboccamenti di dialogo tra chi guida e indirizza nelle realtà nazionali e locali le diverse espressioni di fede e cultura.

Sta agli italiani vecchi e nuovi, ai modenesi vecchi e nuovi definire, insieme, un cammino rapido di riconoscimento reciproco e di impegno nell’obiettivo comune di isolare e arginare i possibili elementi di rischio vicini a noi. A costo anche di qualcosa che oggi può sembrare, agli uni come agli altri, emiliani da generazioni o appena sbarcati da qualche terra o qualche mare, un parziale cedimento, un sacrificio, una concessione al diverso da noi e da sempre, chiunque siamo noi.

Di diverso c’è solo la concezione di libertà, tolleranza, convivenza, aspirazione al progresso tra il mondo civile e i folli assalitori di chi riposa sotto un ombrellone in Tunisia o va al lavoro in una fabbrica di Lione. E le armi che noi, cristiani, islamici o agnostici, abbiamo in pugno e nel cuore per affermare un futuro di comprensione e di pace.

@engraz

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google