Terre dei Castelli, si studiano le fusioni L’Unione dà l’ok
In Consiglio passa il via libera per valutare il progetto Savignano e Guiglia contrari. «L’iter sarà condiviso»
VIGNOLA. Il progetto per una fusione dei comuni dell’Unione Terre di Castelli, più quello di Montese, ha messo il suo primo mattoncino. È ancora presto per dire se questa fusione si farà, ma intanto ieri, nel consiglio dell’Unione, è passato a maggioranza il via allo studio per valutare il progetto di fusione.
Tale studio, che sarà effettuato dalla società bolognese Nomisma, dovrà valutare se effettivamente sia conveniente una fusione dei comuni dell’Unione tra loro (ciò comporterebbe, ovviamente, un unico sindaco, un unico consiglio comunale) o se – strada alla quale si sta pensando da più parti – siano convenienti più fusioni di alcuni comuni tra loro. Alla fine dello studio, gli amministratori dell’Unione potranno valutare se e con chi fondere il proprio comune.
Lo studio, infatti, non è vincolante, e alla fine le cose potrebbero anche rimanere come sono attualmente.
Molto soddisfatto per la decisione dell’Unione è comprensibilmente il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini. «Per me è una grandissima soddisfazione - dice Costantini - La questione dell’utilità dello studio è stata compresa dagli amministratori, che come obiettivo devono avere il benessere dei propri cittadini. Si potevano o lasciare le cose come sono, o avere quella sana curiosità, che ogni amministratore dovrebbe avere, per vedere se si può fare meglio. Apprezzo anche il fatto che chi ha detto no nel proprio consiglio comunale (Savignano e Guiglia, ndr) abbia comunque dato la disponibilità a fornire dati e informazioni utili per questo studio (per Guiglia però bisognerà vedere, ndr)». Lo stesso Costantini ha comunque precisato che «dopo lo studio, il percorso della fusione dovrà essere condiviso con i consigli comunali e i cittadini dell’Unione».
Soddisfatto anche il presidente dell’Unione, Mauro Smeraldi (ieri assente in consiglio). «Una volta - ha detto - parlavano di fusione solo noi della lista Vignola Cambia e Costantini del Pd, ora sembra essere diventata una direttiva di tutto il Pd. Dal momento che quello che si andrà a fare è solo uno studio preliminare, non ci aspettavamo che alcuni comuni si esprimessero negativamente».
Intanto, le minoranze a Savignano e a Spilamberto sono scatenate sulla questione della fusione, con Walter Venturelli del Pd di Savignano che accusa il sindaco Caroli di una “stramba” presa di posizione, e la presidente di “Spilamberto civica e responsabile” Paola Forghieri che smentisce il proprio capogruppo in consiglio comunale Maurizio Forte ribadendo la contrarietà alla fusione della sua lista.
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