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Un furto in ufficio Inseguiti e bloccati da due automobilisti

Hanno capito al volo cosa stava accadendo e cioè che quei due giovani, che stavano pedalando a più non posso, stavano fuggendo dopo aver commesso un colpo. E non ci hanno pensato su due volte: hanno...

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Hanno capito al volo cosa stava accadendo e cioè che quei due giovani, che stavano pedalando a più non posso, stavano fuggendo dopo aver commesso un colpo. E non ci hanno pensato su due volte: hanno ingranato la prima e, a tutta velocità si sono messi all’inseguimento. Hanno anche “speso” poca benzina durante la loro buona azione: in breve infatti i due fuggiaschi hanno imboccato una strada senza uscita e i gli inseguitori hanno potuto facilmente bloccarli in attesa dell’arrivo della polizia che ha posto fine, con le manette, alla vicenda.

Tutto ha inizio l’altro pomeriggio a Modena Est, nell’area industriale tra capannoni, sedi di dite e relativi uffici, nello specifico via dei Carpentieri e via dei Tipografi. Due ladri erano in perlustrazione e a loro è stata data una ghiotta occasione: hanno notato che la porta di un ufficio che dava in strada era socchiusa.

Allora hanno atteso il momento giusto per entrare in azione. Uno ha fatto il palo all’esterno, in sella ad una bici, l’altro è entrato all’interno, ha visto una borsa da donna appoggiata su un scrivania, ha preso il portafoglio ed è risuscito di corsa in strada salendo in bicicletta. I due allora iniziano la fuga. La mossa, come detto, non passa però inosservata. In auto, dopo che hanno sbrigato una pratica di lavoro nelle vicinanze, ci sono due uomini, due siciliani di 47 anni e di 38 anni.

Mentre la donna derubata, che era riuscita a vedere il ladro allontanarsi dall’ufficio, dà l’allarme alla polizia, l’auto coi siciliani insegue i fuggitivi . Questi vengono in breve bloccati. Si tratta di vecchie conoscenze: un 55enne con origini venezuelane e a tutti gli effetti cittadino italiano e un 57enne di Matera, entrambi da molto tempo residenti a Modena e con una lunga sfilza di precedenti per reati contro il patrimonio.

I due malviventi sono stati condannati: il giudice ha imposto loro per un anno l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.

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