Il giudice bonifica l’amianto a San Biagio
San Felice. Il Gip autorizza l’amministratore giudiziario alla rimozione dei sacchi, “liberando” il paese
SAN FELICE. Il giudice delle indagini preliminari di Bologna, Alberto Ziroldi, ha autorizzato l’amministratore giudiziario della ditta Bianchini Costruzioni, avvocato Rosario Di Legami, a farsi carico della rimozione di centinaia di sacchi di terreno contaminati da amianto stoccati da tre anni tra il cimitero e il campo sportivo di San Biagio.
«È una operazione di natura eccezionale, visto che i costi verranno sostenuti esclusivamente dalla Amministrazione fiudiziaria e visti i celeri tempi di risoluzione della vicenda. E di tale sforzo non posso che dar atto al Gip Ziroldi di aver sostenuto l’operazione autorizzandola, al Procuratore Marco Mescolini di avere attentamente monitorato la vicenda in ogni passaggio nonché l’assessore Costi della Regione e la Direzione Generale Ambiente per i costanti confronti sulle migliori soluzioni da adottare. Contiamo di far partire i lavori già la prossima settimana - spiega l’avvocato Di Legami - e di concluderli entro i primi giorni di agosto. Ci premeva passare all’azione, dare un segnale concreto che laddove c’è legalità, ci può essere anche concretezza. operatività, impresa, rispetto dei cittadini. Siamo partiti da San Biagio per consentire alla comunità di riappropriarsi di questa area vitale, anche in vista della sagra e delle attività ricreative che si svolgono nell’area del campo sportivo».
La ditta che si occuperà dell’appalto è della Bassa, si limita a dire Di Legami, e il giudice Ziroldi l’ha scelta in una rosa di cinque individuati dall’Amministratore giudiziario cui era stato chiesto un preventivo. Quanto al costo dell’operazione, si parla di alcune centinaia di migliaia di euro: «In questa fase non sono autorizzato ad entrare nei dettagli. Ci occuperemo comunque della asportazione e del conferimento in una discarica specializzata, tutto in termini estremamente trasparenti, verificabili e controllati».
L’urgenza della rimozione si è posta dopo le segnalazioni dei cittadini e dei consiglieri comunali di minoranza che denunciavano come i sacchi nel quali era finito il terreno contaminato, accatastati accanto al cimitero e al campo sportivo, si stavano rompendo, in un nuovo inquietante degrado.
Tra l’altro in paese si era costituito un comitato spontaneo dei cittadini che chiedevano sicurezza rispetto alla presenza poco rassicurante delle scorie.
Come si ricorderà, la ditta Bianchini piazzò amianto - a suo dire a sua insaputa - nel fondo della tendopoli allestita dalla Protezione civile a San Biagio. L’amianto venne scoperto grazie ad un volontario di Trento, e a dispetto di tante ambiguità sulle quali non è mai stata fatta sufficiente chiarezza. Il campo venne subito smobilitato e da lì è partita tutta la storia, con controlli a catena in tutti i cantieri della Bianchini Costruzioni e la relativa scoperta delle tracce di amianto. E da lì, anche simbolicamente, l’amministrazione giudiziaria vuole partire per sistemare le cose.
Il prossimo passo, in vista della riattivazione dell’azienda dovrà essere la bonifica nel polo industriale. «Ma in quel caso parliamo di una operazione da milioni», conclude l’avvocato Di Legami. (asetti)
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