L’Appennino si oppone a dividere la torta del Gal
Pavullo dice no all’estensione territoriale dell’ente di promozione dell’agricoltura «Così si riduce il sostegno. La priorità sono gli investimenti per l’alta montagna»
PAVULLO. Pavullo dice no all’ampliamento del Gal (Gruppo azione locale), l’ente autonomo che promuove lo sviluppo dell’agricoltura e delle attività connesse in montagna. Un organo da cui, specie in tempi di crisi, sono arrivate risorse fondamentali per il settore tramite finanziamenti europei che anche per il quinquennio 2015-2020, nell’ambito del nuovo Piano di sviluppo rurale, si preannunciano consistenti: circa 66 milioni di euro da dividere tra i sei Gal dell’Emilia-Romagna.
A quello “Antico Frignano-Appennino Reggiano” dovrebbero arrivarne 12 milioni di euro, da suddividere tra i 18 comuni con connotazione montana della provincia di Modena e i 13 del reggiano. In passato le normative limitavano i Gal a un’estensione massima di 100mila abitanti, ma ora è in corso uno studio di ampliamento che riguarda i territori Sassuolo, Fiorano, Maranello e Vignola. Cosa che ha preoccupato la Lega Nord, che nell’ultimo Consiglio comunale ha presentato una mozione per stoppare il piano, temendo una drastica riduzione delle risorse per la montagna.
«Dal 45% di finanziamento a fondo perduto che può ottenere oggi un imprenditore agricolo rischiamo di ridurci alla metà – ha sottolineato Gian Paolo Cintori – e allora il gioco non vale più la candela. La montagna è area disagiata e devono essere mantenute adeguate misure di sostegno».
L’istanza ha trovato sponda anche nella maggioranza, dopo l’approvazione di un emendamento che nel dire no a un’estensione generalizzata, sottolinea la necessità di includere nel piano 2015-2020 anche i centri di Pavullo e Castelnuovo, finora esclusi dai fondi. «Già l’anno scorso come Unione del Frignano abbiamo detto no a un ampliamento che inglobi tutto il territorio di Sassuolo, Fiorano, Maranello e Vignola – ha osservato il sindaco Romano Canovi – da qui è partita una discussione tuttora in corso, sulla quale vigileremo, e sembra che gli ultimi orientamenti siano quelli di includere nel Gal solo le frazioni di Levizzano, Puianello, Torre Maina e Montegibbio. Questo sarebbe un altro discorso, ma per noi è fondamentale che venga comunque data priorità agli investimenti per l’alta montagna. E che il Gal non vada ad esempio a incentivare agriturismi, ma autentici progetti di sviluppo in zone difficili, portando avanti un effettivo interesse sociale. Questo è lo spirito della mozione, e per questo l’appoggiamo».
Unica astensione, quella di Gianni Bernardoni (Pavullo e Futuro), secondo cui i Gal andrebbero tutti riuniti in un ente unico per ridurre le poltrone e lasciare più fondi ai territori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
