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L’Appennino si oppone a dividere la torta del Gal

di Daniele Montanari
L’Appennino si oppone a dividere la torta del Gal

Pavullo dice no all’estensione territoriale dell’ente di promozione dell’agricoltura «Così si riduce il sostegno. La priorità sono gli investimenti per l’alta montagna»

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PAVULLO. Pavullo dice no all’ampliamento del Gal (Gruppo azione locale), l’ente autonomo che promuove lo sviluppo dell’agricoltura e delle attività connesse in montagna. Un organo da cui, specie in tempi di crisi, sono arrivate risorse fondamentali per il settore tramite finanziamenti europei che anche per il quinquennio 2015-2020, nell’ambito del nuovo Piano di sviluppo rurale, si preannunciano consistenti: circa 66 milioni di euro da dividere tra i sei Gal dell’Emilia-Romagna.

A quello “Antico Frignano-Appennino Reggiano” dovrebbero arrivarne 12 milioni di euro, da suddividere tra i 18 comuni con connotazione montana della provincia di Modena e i 13 del reggiano. In passato le normative limitavano i Gal a un’estensione massima di 100mila abitanti, ma ora è in corso uno studio di ampliamento che riguarda i territori Sassuolo, Fiorano, Maranello e Vignola. Cosa che ha preoccupato la Lega Nord, che nell’ultimo Consiglio comunale ha presentato una mozione per stoppare il piano, temendo una drastica riduzione delle risorse per la montagna.

«Dal 45% di finanziamento a fondo perduto che può ottenere oggi un imprenditore agricolo rischiamo di ridurci alla metà – ha sottolineato Gian Paolo Cintori – e allora il gioco non vale più la candela. La montagna è area disagiata e devono essere mantenute adeguate misure di sostegno».

L’istanza ha trovato sponda anche nella maggioranza, dopo l’approvazione di un emendamento che nel dire no a un’estensione generalizzata, sottolinea la necessità di includere nel piano 2015-2020 anche i centri di Pavullo e Castelnuovo, finora esclusi dai fondi. «Già l’anno scorso come Unione del Frignano abbiamo detto no a un ampliamento che inglobi tutto il territorio di Sassuolo, Fiorano, Maranello e Vignola – ha osservato il sindaco Romano Canovi – da qui è partita una discussione tuttora in corso, sulla quale vigileremo, e sembra che gli ultimi orientamenti siano quelli di includere nel Gal solo le frazioni di Levizzano, Puianello, Torre Maina e Montegibbio. Questo sarebbe un altro discorso, ma per noi è fondamentale che venga comunque data priorità agli investimenti per l’alta montagna. E che il Gal non vada ad esempio a incentivare agriturismi, ma autentici progetti di sviluppo in zone difficili, portando avanti un effettivo interesse sociale. Questo è lo spirito della mozione, e per questo l’appoggiamo».

Unica astensione, quella di Gianni Bernardoni (Pavullo e Futuro), secondo cui i Gal andrebbero tutti riuniti in un ente unico per ridurre le poltrone e lasciare più fondi ai territori.

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