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«Meglio poveri ma senza perdere dignità»

«Meglio poveri ma senza perdere dignità»

Il carpigiano Andrea Tirelli ha la nonna e i parenti a Salonicco: «Lì è nata la democrazia, si rialzeranno»

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Quando Andrea parla della Grecia qualcosa nel suo sguardo cambia e non potrebbe essere altrimenti: quella terra, ora al centro delle cronache finanziarie europee, fa parte di lui tanto quanto l’Italia. È nato a Carpi 24 anni fa, suo padre è carpigiano, mentre sua madre, scomparsa nel 2010, era di Salonicco. Nella città che fu l’antica Tessalonica vive ancora il ramo materno della sua famiglia («Lì è dove è nato mio fratello e dove abitano tutti i miei parenti», racconta) ed è facile immaginare come la preoccupazione per i propri cari sia forte: «Ci sentiamo ogni giorno, fortunatamente avevano un gruzzoletto in contanti per tirare avanti. La situazione, però, non è semplice, basti pensare che mia zia aveva una pensione di 700 euro ed ora ne percepisce 550, mia nonna a malapena raggiunge i 700, ma non solo i pensionati faticano. Mia cugina è laureata in Economia e tiene la contabilità di un albergo: anche il suo stipendio è stato decurtato di 300 euro. Un altro dei miei cugini è laureato in Scienze Motorie e lavora in polizia ed anche lui si è visto abbassare lo stipendio di un centinaio di euro. Gli altri miei cugini sono diplomati, lavorano otto ore al giorno chi come operaio, chi come impiegato e faticano ad arrivare ai 500 euro al mese».

Nonostante le difficoltà i greci non mollano: «Mai - risponde orgoglioso Andrea - In Grecia è nata la democrazia più di duemila anni fa ed ora è la culla di una nuova democrazia targata Tsipras. Nessuno in Europa ha un leader che faccia davvero gli interessi del proprio popolo come lui, per questo ne verremo fuori. La soluzione? Uscire dall’Europa. Meglio poveri, ma con dignità e soprattutto non sottoposti al giogo della Merkel e della Banca Centrale. Noi ce la faremo, perché siamo un popolo fiero e solidale: se mia nonna va dal fornaio e un altro greco non ha i soldi per comprare il pane lei è felice di aiutarlo, questo è lo spirito che governa il cuore di ogni greco. Chi pensa ad una nazione depressa si sbaglia. I ragazzi, nonostante le difficoltà, continuano a condurre una vita normale, magari molto più morigerata rispetto a quella dei loro coetanei europei, ma non per questo meno gratificante. Non abbasseremo la testa e ne usciremo: servirà del tempo, ma la Grecia si rialzerà».

Giovanni Balugani

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