Recupero ex-Fonderie di Modena: spesi 541 mila euro per... niente
A tanto ammonta la somma erogata per avviare il recupero del comparto di via Ciro Menotti nel corso degli ultimi 12 anni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è poco entusiasmante
MODENA. Il gruppo consigliare "Per Me Modena" ha fatto i conti su quanto è costato, negli ultimi dodici anni, il comparto dell'ex fabbrica posta a fianco della Maserati. Siamo alla cifra monstre di oltre 541mila euro, un mezzo milione di finanziamenti pubblici bruciati. Lo stato delle ex Fonderie lo possono infatti vedere tutti passando per il cavalcavia posto alla fine di via Ciro Menotti. Tra le spese dal 2003 al 2014 ricostruite dal gruppo consigliare composto da Chincarini e Campana svettano i 270mila euro che nel 2011 servirono per lo smaltimento di lastre di cemento amianto e raccolta rifiuti. Ma non è l'unica cifra alta che colpisce. Andando indietro nel tempo, nel 2010 vennero spesi 80mila euro per realizzare il progetto del recupero delle ex fonderie, altri fondi consumati visto che poi non se n'è fatto più nulla.
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La prima spesa individuata da Per Me Modena è pari a oltre 14mila euro e si riferisce al 2003: denari che servirono all'allora giunta Barbolini per pagare a un professionista gli atti per la concessione in diritto di superficie dell'area dell'ex fabbrica. Tra 2006-2007, e così si entra nelle giunte Pighi che si occuparono della vicenda, vennero elargiti 32mila euro per la progettazione partecipata della riqualificazione, 36mila per una consulenza per lo stesso argomento, 6500 euro per una mostra dedicata al piano di riqualificazione. Ci fu poi un tavolo di confronto costato 1600 euro e, l'anno dopo, altri 2800 per un evento in occasione del 9 gennaio, anniversario del 1950 con l'uccisione di 9 operai durante scontri con la polizia. Sempre nel 2008 si spesero ben 62mila euro per il progetto partecipativo DAST - (design, arte, scienza e tecnologia) poi poi seguì il concorso di idee. Seimila euro servirono alla commissione giudicatrice dei progetti e ben 21mila per organizzare la mostra degli stessi. Degli 80mila euro del 2010 si è detto, ma in quell'anno ne servirono altri 1600 per le indagini chimiche del terreno e l'anno seguente altri 4mila 500 per ulteriori prelievi di terreno da analizzare. Pochi mesi dopo la spesa di 270mila euro per eliminare l'amianto e, nel 2012, altre indagini per 1800 euro. (s.l.)
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