L’accoglienza di Porta Aperta che favorisce l’integrazione
MIRANDOLA. «L'impegno, la fatica, la difficoltà a relazionarsi con persone in stato di bisogno, a volte aggressive e sulla difensiva, sono gli aspetti che più caratterizzano questo tipo di...
MIRANDOLA. «L'impegno, la fatica, la difficoltà a relazionarsi con persone in stato di bisogno, a volte aggressive e sulla difensiva, sono gli aspetti che più caratterizzano questo tipo di volontariato». L'associazione Porta Aperta Mirandola oggi conta 25 volontari: si è costituita formalmente nel 1999, operando già come gruppo di volontari della parrocchia dal 1994, per offrire alle persone in stato di bisogno ascolto, accoglienza, aiuto, sia materiale che spirituale, favorendo la promozione umana.
«All'inizio si rivolgevano a Porta Aperta soprattutto uomini soli extracomunitari che venivano nel nostro territorio per lavori agricoli stagionali o continuativi (edilizia, fonderia, stalle) e che spesso vivevano in casa abbandonate insieme ad altri connazionali - spiega Giuliana Mecugni, volontaria e vice presidente dell'associazione - Gli italiani che chiedevano un sostegno erano in numero limitato, nomadi o persone di passaggio, oppure nuclei famigliari alla ricerca di un aiuto straordinario o temporaneo. La povertà locale era seguita da tempo dalla Conferenza S. Vincenzo de' Paoli in collaborazione coi servizi sociali. Negli anni successivi hanno iniziato ad arrivare le famiglie di chi aveva trovato un'occupazione più o meno stabile e poi le badanti giunte dall'Est europeo in maniera massiccia alla ricerca di un lavoro che le aiutasse a sostenere le famiglie di origine rimaste in patria».
I problemi principali delle persone che si rivolgono a questa associazione sono stati, e sono tuttora, la ricerca e il mantenimento di un posto di lavoro sicuro e con un reddito sufficiente al sostentamento dell'intero nucleo familiare, nonché il reperimento di un alloggio adeguato ed economicamente sostenibile. «Sono spesso presenti le difficoltà per parecchi stranieri ad integrarsi nella nostra comunità. Nel corso degli anni si è notato un calo delle persone singole che si rivolgevano al centro, mentre sono aumentate le famiglie, soprattutto con bambini, sia straniere che italiane, colpite dalla crisi economica e ulteriormente danneggiate dal recente sisma che ha interessato il nostro territorio. I nostri utenti sono persone e famiglie in difficoltà (quelle con figli conviventi sono circa 230), il 30% sono italiani e il 70% stranieri; i loro bisogni sono legati al reddito, spesso non sufficiente a coprire tutte le spese relative alla casa e al mantenimento quotidiano della famiglia, oltre a situazioni di disagio derivate dallo stato di salute fisico e/o psichico, o da dipendenze varie (alcool, tabagismo, gioco d'azzardo, droghe). Occorre spirito di sacrificio, umiltà, pazienza, umanità, costanza e professionalità nel fare questo tipo di volontariato - conclude la volontaria - però ci si sente davvero gratificati quando incontri qualcuno che ti ringrazia perché lo hai accolto, ascoltato, considerato, aiutato nel momento del bisogno, sia egli povero, ammalato, solo o straniero». Per info: portapertamirandola@gmail.com
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
