Gazzetta di Modena

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La telenovela dell’acquisto del Modena

di ClaudioRomiti
La telenovela dell’acquisto del Modena

Storia di un rapporto a lungo cercato e poi concluso tra Amadei e Casari, con la maledizione di Vezzelli

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La Cpl e Roberto Casari vennero accostati al Modena Calcio per la prima volta tra il 1995 e il ’96. Nel 1995 infatti era terminata dopo quasi un quindicennio la lunga gestione di Francesco Farina e in quei mesi si fece il nome della storica coop della Bassa e del suo massimo esponente tra quelli di imprenditori interessati a entrare nella società gialloblù o addirittura a rilevarne la proprietà. Lo stesso Casari confermò questo interessamento, ma poi non se ne fece nulla e il club venne gestito dal Conte Degli Albertini, zio di Farina, fino alla sua cessione a Gigi Montagnani.

Passano molti anni, nei quali il Modena, in due distinti passaggi, transita dalle mani degli eredi di Montagnani a Romano Amadei. Bisogna attendere il gennaio 2009 per ritrovare il nome della Cpl accanto a quello del club gialloblù: a quanto pare, solo un pour parler nel quale entrò anche la Ceramica Panaria, per un loro possibile ingresso nella compagine societaria. Nulla di fatto. Nel giugno di quell’anno però si intensificano i tentativi di cessione da parte di Romano Amadei, ormai stanco per una gestione economicamente sempre più pesante e sportivamente avara di soddisfazioni. Il patron incontra Romano Sghedoni della Kerakoll e Fabrizio Malavasi della Fabritex per trattare la cessione del 50 per cento del Modena Calcio e si auspica l’ingresso nella cordata interessata all’acquisto di un altro soggetto forte veicolato dal Comune di Modena. Al riguardo si fanno i nomi di Cpl, Dino Piacentini e Cmb. Esiste però già un discorso relativo alla costruzione in città di una “Cittadella dello Sport”, progetto che pare interessi anche ad altri imprenditori, tra cui Giuliano Grani. Mentre questo progetto non trova sbocchi, sembra invece decollare la trattativa relativo al club calcistico, della quale la Cooperativa di Concordia appare sempre più convinta: conferma i contatti ed è pronta a impegnarsi per l’acquisto del 20 per cento delle azioni. Amadei chiede però a Casari e Sghedoni l’impegno ad acquistare in due anni anche le restanti azioni. Malgrado questo rilancio del patron dell’Immergas, Gianluca Sghedoni dichiara: «Trovato punto d’incontro, i tecnici stanno valutando i numeri». Il 23 giugno viene sottoscritto il patto d’intenti che prevede: 25% a Sghedoni, 20% a Cpl, 4% a Malavasi, Avvocato Lotti e Giancarlo Guidi. Dopo qualche tensione, causata dalla volontà di Amadei di uscire del tutto in due anni, l’accordo è raggiunto: 51% resta per il momento ad Amadei, 24,5% a testa per Sghedoni e Cpl.

I tifosi tirano un sospiro di sollievo, Amadei iscriverà la squadra (termine il 30 giugno!), il Cda di Cpl dà l’ok all’operazione e viene emesso un comunicato ufficiale dalla Coop. Il 29 però Sghedoni, valutando forse intempestivo il comunicato di Cpl, gela tutti: «Mi sono trovato nel Modena senza saperne nulla. I piccoli problemi con Cpl erano risolvibili, mentre con Amadei ho chiuso, ha cambiato i patti».

Le coronarie dei tifosi gialloblù sono messe a dura prova, perché la squadra viene iscritta alla serie B in extremis. L’ingresso della Cpl e il salvataggio del Modena hanno avuto come regista la Giunta Pighi, soprattutto nelle persone degli assessori Marino e Sitta. Mentre Vezzelli (Legacoop) bacchetta Casari («Il pallone non fa per noi»), la Cpl conferma il suo impegno e dichiara: «Seghedoni era d’accordo, non dia la colpa a noi».

Per la storica coop è l’inizio di una scalata graduale. Nei mesi successivi, insieme con imprenditori modenesi (Ingegner Ferrari, Usco, Wam, Mivebo e altri), forma Ghirlandina Sport che gestisce così il club gialloblù. Nel giugno 2010 tenta la scalata al Modena l’imprenditore bresciano Lino Cavagna. Maurizio Rinaldi, direttore della Cpl dichiara: «Se Cavagna compra ci faremo da parte», e Casari ribadisce: «Pronto a cedere le nostre quote a Cavagna». La trattativa tra l’imprenditore bresciano e Amadei però salta. Anche in quell’anno l’iscrizione al campionato del Modena è a rischio e dai tifosi parte un appello disperato. “Chi può salvi il Modena”! Ancora una trattativa carica di tensioni, tra Ghirlandina Sport e Amadei, ma in extremis l’accordo è raggiunto: Ghirlandina sale al 49,6% e da gennaio 2011 acquisterà anche le restanti quote societarie. Col tempo però il clima all’interno di Ghirlandina Sport non è più idilliaco, la squadra non entusiasma, le contestazioni aumentano, così nell’estate 2012 viene ceduta la maggioranza del club all’imprenditore romano Stefano Commini, che ha con sé anche Antonio Caliendo come consulente. Il resto, con il successivo passaggio delle restanti quote alla società di Caliendo, mentre la Cpl resta solo main sponsor, è storia nota.

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