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dopo il terremoto

Quelle trappole per i topi comprate e non utilizzate

Quelle trappole per i topi comprate e non utilizzate

MIRANDOLA. La Bassa, soprattutto i centri urbani, non è popolata solo di nutrie che provocano le alluvioni - secondo le note tesi auto assolutorie - ma anche di ratti e di topi. Specialmente i...

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MIRANDOLA. La Bassa, soprattutto i centri urbani, non è popolata solo di nutrie che provocano le alluvioni - secondo le note tesi auto assolutorie - ma anche di ratti e di topi. Specialmente i centri urbani terremotati, non escluse alcune scuole, se è vero ad esempio che quella di via Garibaldi a Camposanto, come riferisce un insegnante, è popolata di trappole e tuttavia il veleno che contengono non basta mai ai famelici “clienti”.

A quanto risulta dall’appalto assegnato a dicembre ed operativo dall’inizio dell’anno sono oltre mille, destinati ad arrivare a 1500, i box che contengono questo veleno, piazzati solitamente in ambienti chiusi e segnalati con l’apposita cartellonistica verticale. Scatolette che di solito contengono dosi di veleno importanti, che i topi poco alla volta mangiano, andando a morire altrove.

Una battaglia impari, perché soprattutto i topini di campagna brulicano in alcuni edifici, specie se terremotati e specie se le pulizie dei bidoni, la sporcizia, la mancanza di cura negli sfalci e nella manutenzione pubblica favoriscono le nidiate. Le scatolette sono certamente piazzate dove serve, ma c’è chi segnala anomalie, come la presenza di numerose scatole in alcuni magazzini comunali, e l’assenza in altre strutture municipali e così dicasi di un paio di cimiteri. Ma in alcuni di quei magazzini ci sono anche mucchi di scatole identiche nuove e impacchettate, che invece dovevano essere distribuite tempo fa gratuitamente ai cittadini, perché affiancassero nel servizio di derattizzazione l’operazione dei Comuni.

È evidente che qualcosa non ha funzionato, se solo un piccolo Comune ha effettivamente informato e distribuito le scatole. «Mi hanno risposto che devono essere ancora omologate, ma mi sembra singolare che vengano acquistate scatole non omologate e poi non distribuite», afferma un’insegnante che - informata - ne ha chiesto la consegna per un uso privato.

«Il servizio di distribuzione dovrebbe partire a giorni», rassicura invece l’assessore all’Ambiente di uno dei nove Comuni dell’Ucman, l’Unione che gestisce il servizio e che deve occuparsi delle strategie per garantire la salubrità pubblica . Con qualche difficoltà, a sentire il testimone di una telefonata, che “spiffera” di mancati pagamenti e ritardi nei saldi anche di mesi alla ditta che si è aggiudicata l’appalto da circa 25mila euro per la fornitura delle famose scatole e per il servizio di derattizzazione nei nove paesi della Bassa. Chissà, se son topi... fioriranno.

Alberto Setti

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