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A Pavullo tre roghi dolosi in una notte

di Daniele Montanari
A Pavullo tre roghi dolosi in una notte

Ignoti appiccano il fuoco distruggendo una vecchia corriera, un deposito di stoccaggio e un bancale a Querciagrossa

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PAVULLO. Notte di fuoco nelle frazioni di Pavullo, segnate nelle prime ore di ieri da tre episodi che potrebbero essere legati da un filo rosso. I due più gravi nel villaggio artigiano di Sant’Antonio, dove sono stati incendiati una corriera parcheggiata da alcuni giorni in via Poliziano e un deposito di stoccaggio a fianco del nuovo capannone che la ditta Vis aveva preso in affitto da inizio giugno in fondo alla prima laterale della strada. L’allarme è scattato alle 2.49, quando il meccanico Franco Puccini ha visto levarsi le prime fiamme dalla corriera praticamente di fronte casa sua. Gliel’aveva data in consegna Augusto Zosimo Nicoletti, 35enne fananese, titolare di una ditta individuale di noleggio bus con conducente. Era vecchiotta, con più di 20 anni, e voleva venderla perché poco adatta ormai al servizio, tanto che aveva da poco comprato un pulmino sostitutivo. Ironia della sorte, aveva appena trovato un compratore estero con cui lunedì sarebbe stato perfezionato il passaggio di proprietà, visto che il mezzo ora era tornato perfettamente in ordine.

 

Da martedì notte invece è completamente distrutto, da un incendio partito nella zona anteriore che ha divorato tutto. Pochi dubbi sul dolo, visto che la batteria era staccata. I vigili del fuoco di Pavullo sono rimasti sul posto fino alle 4, poi neanche il tempo di rientrare alla base che è arrivata una nuova chiamata.

Stavolta alle 4.48, da parte di Patrizia Mezzaqui, titolare del Bar Melody lì vicino, che alzando la serranda ha visto il fumo levarsi dal capannone dietro. Altro incendio, stavolta nel compartimento in cui la Vis aveva appena iniziato a stoccare rotoli di tessuto filtrante finora serviti per il collaudo degli apparecchi istallati nel capannone. Praticamente resti del materiale che trattiene l’abrasivo e le polveri e che, trattandosi di produzione di valvole oleodinamiche, erano ancora imbevuti d’olio e quindi infiammabili. Per questo erano stati sistemati nell’apposito contenitore per lo smaltimento e quindi collocati un box ignifugo che è stato la salvezza: le fiamme infatti sono rimaste confinate all’interno, senza raggiungere il capannone. Difficile pensare a un episodio accidentale: molto più probabile che qualcuno abbia scavalcato la recinzione e sia entrato nel deposito dalla porta rimasta aperta. Qualcuno che però doveva sapere che lì c’erano cose infiammabili e ha puntato dritto all’obiettivo senza accontentarsi di dare fuoco a qualcosa in cortile. Per spegnere tutto e mettere in sicurezza, comunque, i pompieri sono rimasti fuori fin quasi alle 8.

Ed è questo che ha richiesto l’intervento di supporto di un’autobotte da Sassuolo per domare il terzo incendio della notte, stavolta nella zona di Querciagrossa. Qui intorno alle 5.30 si sono levate fiamme dal bosco di sopra, insieme a forti colpi avvertiti distintamente dai residenti. Ad andare a fuoco un bancale-tavolino in mezzo alle piante, intervento di routine per i pompieri che però nel contesto generale può avere la sua importanza. Gli orari infatti sono compatibili con il movimento di qualcuno che prima ha attaccato la corriera, poi la ditta e quindi il bosco dopo aver fatto diversi chilometri. Sia a Sant’Antonio che a Querciagrossa riferiscono di un gruppo di quattro ragazzi visto aggirarsi nella notte e i carabinieri confermano la possibilità di una pista, con importanti elementi che potrebbero arrivare dai riscontri della videosorveglianza.

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