Cerca di aggredire la moglie con l’ascia Finisce in manette
Il 48enne minaccia con l’arma la donna davanti al figlio La polizia lo arresta per maltrattamenti in famiglia
Da tempo il campanello d’allarme era acceso: la prima aggressione dimostrata da un certificato medico risaliva al marzo 2014 - un pugno sul naso con prognosi di cinque giorni - a cui aveva fatto seguito un’altra aggressione a maggio di quest’anno, stavolta con annessa querela di parte. Ma martedì mattina, poco dopo le 11, la furia di un 48enne è esplosa contro la moglie. A causare la violenza è stata la situazione familiare, ormai arrivata al capolinea con una separazione complicata e non certo pacifica. Non a caso, giusto pochi giorni fa, era arrivata una comunicazione dell’avvocato: il mobilio della casa in cui la coppia vive sarebbe andato alla donna. Una decisione che il marito non ha accettato di buon grado o magari è stato l’ennesimo pretesto per scatenare una discussione, fatto sta che la reazione all’annuncio è stata violenta. Una violenza inattesa, che ne ha provocato l’arresto ad opera della squadra Volante della polizia di Stato.
Perché al centralino d’emergenza è arrivata la telefonata impaurita della moglie, che chiedeva l’intervento degli agenti. Il 48enne di origini campane stava infatti distruggendo tutto ciò che c’era in casa, compreso un tavolo di cristallo. Ma soprattutto minacciava con un’ascia la donna, che a sua volta teneva tra le braccia il figlio di appena otto mesi.
L’intervento dei poliziotti è stato decisivo. Una volta entrati nell’appartamento si sono trovati di fronte ad un’abitazione completamente a soqquadro. A terra i vetri rotti e in bella mostra quell’ascia che pochi istanti prima l’uomo brandiva contro la moglie.
È quindi scattato l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, facendo così calare - almeno per ora - il sipario su una vicenda complessa in cui entra, suo malgrado, anche un minorenne.
Il 48enne è stato trasferito in carcere in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Non sarà processato per direttissima, ma dovrà sostenere un regolare processo anche perché sul tavolo ci sono sia l’intervento della polizia sia la denuncia inoltrata dalla moglie, intenzionata a tutelarsi e allontanare il marito violento. (fd)
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