Controllo di vicinato Così i quartieri si difendono dai ladri
Sala consiliare di Carpi piena per l’incontro col criminologo Caccetta Rete di vigilanza solidale attraverso l’uso dei socialnetwork
Sono arrivati da tantissime vie della città gli oltre centocinquanta cittadini che martedì sera hanno affollato la sala del consiglio di palazzo Scacchetti per assistere all’incontro sul controllo di vicinato. L’appuntamento, fortemente voluto dalla comandante della polizia municipale dell’Unione Susi Tinti, ha avuto come protagonista il criminologo Francesco Caccetta, il quale ha spiegato le varie caratteristiche di questo progetto di mutuo soccorso tra cittadini, al fine di prevenire episodi di criminalità. Scopo della serata: creare più gruppi di cittadini che abitano nello stesso quartiere, per creare una rete di aiuto reciproco contro furti, atti di vandalismo, e altri casi di delinquenza ai danni delle persone. Questa rete può funzionare attraverso diverse modalità: ci si può tenere in contatto anche tramite whatsapp o facebook con cui residenti di una via, quartiere o un condominio possono passarsi velocemente comunicazioni relativamente a comportamenti sospetti.Tra le varie nozioni impartite da Caccetta, ci sono alcuni accorgimenti pratici come: non pubblicare sui social network i propri spostamenti, un’avvertenza che può suonare banale ma in realtà non lo è, e scrivere dove si sta andando su facebook o twitter è un regalo al ladro. Ancora, guardare fuori di casa tutte le volte che è possibile: quando suona l’allarme di un’auto o un’abitazione; quando si sentono voci sotto casa; se qualche cane abbaia; mentre usciamo facciamo attenzione a cosa accade nella via dove viviamo. Il criminologo ha poi suggerito di praticare il cosiddetto giardinaggio consapevole: mettere piante con spine, come rose o alloro vicino ai confini di casa, illuminare le zone buie, mettere pietrisco sui camminamenti o sotto casa in modo che si produca rumore se qualcuno passa di lì. Caccetta ha poi sfatato il mito dei segni degli zingari, ovvero quei disegni in codice con diversi significati che si pensava i nomadi tracciassero davanti alle case. «I segni degli zingari non esistono: sono un tema che distrae dai problemi veri», ha specificato il criminologo. Al termine della serata, i carpigiani intenzionati ad organizzarsi in una rete di controllo di vicinato hanno lasciato il proprio riferimento alla comandante Susi Tinti. «Circa una ventina di cittadini ci hanno comunicato di volere iniziare a fare controllo di vicinato dandoci il loro recapito – dice la comandante – Il gruppetto di via Berengario, dove si era avviata una petizione contro i furti è il più folto. Ma hanno aderito cittadini delle vie: Lucrezio, Guido Reni, Petrarca, Cimitero Israelitico, Fratelli Bellelli, San Bernardino da Siena, Caduti del Lavoro. Ora il passaggio successivo sarà incontrare i cittadini che hanno dato l’adesione per coinvolgere anche i loro vicini di casa. Questo per fare gruppi ben organizzati. Sono molto contenta dell’esito della serata, ora cercheremo di espandere il più possibile il controllo di vicinato», conclude Susi Tinti. Ieri Caccetta ha poi incontrato gli agenti della municipale per far sì che ogni operatore possa divulgare questa formula innovativa per garantire sicurezza nei quartieri.
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